Seguendo le “Voci delle Rondini”. Riace, agosto 2018

Piccole rondini stilizzate compaiono sui muri nel borgo di Riace, in Calabria.
E’ il 25 agosto 2018 e nel piccolo borgo sui rilievi rivolti verso il mar  Jonio,  un gruppo di persone partecipa alla manifestazione di arte contemporanea allestita dal gruppo Koinè

Come le Rondini. Riacesi nel mondo, il mondo a Riace” è il titolo dell’installizazione realizzata da Valeria Codara, Antonio Mieli e Bahram Acar.
Le Rondini con il loro volo uniscono luoghi, ispirano persone, sono protagoniste di miti e poesie. Sono simbolo di una terra senza confini, di speranza, di un nuovo inizio.
Come le Rondini è un omaggio a chi ha lasciato questa terra e a chi in questa terra ha trovato casa
“.

Le Rondini sono ancora presenti  nel borgo di Riace e piccoli gruppi in migrazione verso sud si osservano volare sul quel mare che presto attraverseranno per raggiungere i Paesi dove trascorreranno l’inverno per continuare a vivere e a volare.


A Riace, “Paese dell’accoglienza”, come a Rondine, “Cittadella della Pace”,
le rondini fanno udire la loro voce e tessono i loro racconti, leggere ed eleganti  protagoniste di un immaginario collettivo che persegue ideali di pace e di fratellanza, di rinascita e di speranza intessendo rapporti tra mondi lontani.

 

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“Le Voci delle Rondini” a Colfiorito

Sabato 18 agosto alle 17:00 presso la sede del Parco di Colfiorito  l’ultima  presentazione in programma del quaderno “Le voci delle Rondini”.
Alla fine dell’incontro con gli autori, andremo a vedere che sorprese ci riserva l’ambiente del Parco al tramonto. Portate amici, binocoli e abbigliamento comodo !
Sulla pagina dedicata all’iniziativa puoi segnalare la tua partecipazione ed essere aggiornato sull’evento.

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Seguendo le voci delle Rondini. L’alta valle del Tevere

Legata al ritmo delle stagioni, al ritorno della primavera, la rondine è manifestazione di un tempo ciclico, scandito dai fenomeni celesti, equinozi e solstizi, a cui sono  legate non solo le attività  agricole delle comunità ma anche quelle religiose, comuni a varie tradizioni culturali.
Oltre che nella scena dell’Annunciazione, come quella custodita a Caso, o al Museo degli Innocenti, la rondine compare anche in un’altra tipologia di rappresentazioni sacre.

L’abbiamo trovata a Montone, nella Chiesa di San Francesco, oggi Museo Civico di San Francesco , all’estremità opposta della Regione rispetto ad Alviano, dove è nata l’idea del quaderno “Le voci delle Rondini“.

Montone

Nell’affresco di Montone, sotto lo sproporzionato simbolo araldico dei committenti, la potente famiglia Della Rovere che nel 1478 riprese il dominio sulla contea ponendo temporaneamente fine ai tentativi della popolazione di affrancarsi dal dominio della Chiesa, una rondine trova posto tra i simboli della religiosità cristiana; la Madonna, il Bambino, Pietro, Giovanni Battista e Francesco con le stigmate.

Affresco del XV secolo, Montone

L’ignoto autore, espressione di un periodo storico, non è l’unico a raffigurare le rondini in opere che sono rimaste celebri; alla Galleria degli Uffizi, ad esempio, è conservato un polittico “Madonna con Bambino e Santi”, realizzato da Giovanni di Paolo nel 1445, che utilizzando oro e tempera su tavola, ci tramanda la stessa tipologia di immagine, con una rondine nelle mani del Bambino.

Madonna con Bambino e Santi, Giovanni di Paolo, 1445. Particolare

Nel quaderno “Le voci delle Rondini” abbiamo tracciato in Umbria un’itinerario tra arte e natura, suggerendo alcune località dove osservare le sei specie descritte nel quaderno ed alcune opere d’arte presenti nel territorio, e in questo blog abbiamo ampliato il racconto con l’ausilio delle immagini riprese in occasione delle nostre visite al territorio.

La Repubblica, 23 aprile 2016

Il quaderno nasce anche dalla constatazione che spesso uccelli comuni sono confusi tra loro e una diffusa ignoranza riguarda i fenomeni naturali, come ad esempio la migrazione degli uccelli.
Oggi sembra che poche persone sanno distinguere la Rondine dalle specie simili, nonostante ne abbiano esperienza diretta avendo un nido in casa o in garage, nelle strade dei luoghi dove vivono o vanno in vacanza.
Le scarse conoscenze sul mondo naturale vengono poi amplificate dalla stampa nazionale o locale, che contribuisce a creare confusione.

 

Una parte del quaderno è quindi dedicata quindi all’identificazione delle specie simili alla rondine, alle loro abitudini di vita ed ai risultati dell’iniziativa  “Una rondine non fa primavera” iniziata nel 2016 a Monte Castello di Vibio .

La prossima, ed ultima, presentazione del quaderno è presso la sede del Parco di Colfiorito, il 18 agosto alle 17:00.
Al termine della presentazione, dalle 18:00 in poi, birdwatching in palude.

 

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Seguendo le Voci delle Rondini. A Caso

Caso

Non ci si arriva per caso in certi posti. Dalla strada che collega Monte Leone di Spoleto a Sant’Anatolia di Narco il borgo di Caso neanche si vede, si vedono i cartelli stradali, ma le case, costruite principalmente sul fianco della montagna al di sotto della strada che costeggia i rilievi del Coscerno,  si vedono a malapena.

Noi ci siamo arrivati seguendo l’itinerario che abbiamo descritto nel quaderno “Le Voci delle Rondini” , per osservare da vicino un’opera d’arte conservata nella piccola chiesa di S. Maria delle Grazie, situata vicino al cimitero, subito fuori le mura, lungo la strada che porta al Pian delle Melette, attraversato da quella che una volta era una strada di comunicazione molto trafficata.

Ai tempi del suo splendore, la chiesa era tutta affrescata e molto frequentata da chi percorreva la Valcasana. Al suo interno gli affreschi, restaurati di recente anche grazie ai contributi raccolti nella città natale di Antonio Valli , sono un racconto fatto di immagini,  alcune sorprendenti, come la raffigurazione di una Madonna a Cavallo.

Quello che ci ha portato in questa chiesa è la rappresentazione della scena dell’Annunciazione, dipinta sulla parte alta a sinistra sulla parete di fondo.

Quattro rondini prendono parte alla scena, non sono molte le raffigurazioni come queste.
La festa dell’Annunciazione che si celebra in primavera,  sostituisce nel culto popolare le celebrazioni dedicate al “risveglio” della vegetazione dopo l’apparente morte invernale, ai suoi fiori che daranno nuovi frutti al termine della stagione, alla speranza che le semine di li a poco germoglieranno. Festeggiare il ritorno della primavera era un momento molto importante nel calendario, e per chi non osservava i movimenti apparenti degli astri nel cielo, il ritorno delle rondini era un messaggio inequivocabile.
Nella religione cristiana, erede di una visone antropocentrica della vita, le feste di primavera sono finalizzate ad esaltare il miracolo della maternità ed il mistero della nascita dell’Uomo. L’angelo Gabriele, dotato di ali in quanto messaggero della divinità,  annunzia a Maria il concepimento di una nuova vita , che vedrà la luce nove mesi dopo, a dicembre.(Lc 1,31)

Pian delle Melette e la Valcasana verso Gavelli

Intanto poco distante, le rondini tornate dall’Africa hanno nidificato e stanno crescendo le nuove generazioni. Per noi la speranza è quella di vederle nidificare a Caso anche negli anni a venire.

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Seguendo Le voci delle Rondini. Andando a Caso

Una serie di sentieri congiungono Monteleone di Spoleto a Scheggino in Valnerina, passando per i borghi di Gavelli e Caso, seguendo  Il “Sentiero della Transumanza”  nella  Valcasana.
Questa valle, un tempo attraversato da greggi e dai loro pastori, successivamente utilizzata anche per il trasporto dei minerali di ferro provenienti dalla miniera di Ruscio, conserva un patrimonio storico ambientale molto particolare.

Più comoda è la strada che da Monteleone di Spoleto consente di raggiungere la Valnerina,  attraversando il Sito di Importanza comunitaria (SIC IT5210063) costituito dai rilievi del monte Coscerno, Civetella ed Aspra .

Monte Coscerno

Lungo la strada per Sant’Anatolia di Narco, poco dopo il valico, nella piana di Gavelli, si può visitare un’altra area di Importanza Comunitaria (SIC IT5210068) con il piccolo lago naturale, scrigno di biodiversità, meta di gite domenicali, grazie principalmente ai prati circostanti che consentono di passare qualche ora di tranquillità dopo gli abbondanti pasti tipici delle “giornate fuori porta”, ed attrezzato con vari e discutibili arredi.

Continuando sulla strada principale, poco più a valle incontriamo Gavelli dove è possibile e consigliato visitare la Chiesa di San Michele Arcangelo, rivolgendosi ad una persona del luogo, cosi come segnalato da un cartello all’ingresso del borgo, per ammirare gli affreschi attribuiti a Giovanni di Pietro detto lo Spagna, lo stesso pittore che ritroveremo nella chiesa a Caso, vera meta di questa parte del racconto “Seguendo le voci delle Rondini”.

Gavelli, chiesa di San Michele Arcangelo (XV sec.)

Tra il Monte Coscerno ed il Monte Civitella si apre una stretta gola, attraversata da un torrente, che scompare poco prima del Piano delle Melette; il panorama che ci circonda non lascia dubbi sulla bellezza dei luoghi che stiamo visitando; per quanto ci riguarda, un posto così non potevamo non vistarlo a piedi, seguendo l’itinerario segnalato.

Panorama delle Valcasana

Il primo tratto, subito fuori Gavelli  è poco frequentato e solo una stretta traccia tra l’erba alta ci suggerisce il percorso. Continuano a scendere i ripidi fianchi del monte fino ad incontrare il torrente. A questo punto manca la segnaletica, ed incerti sul percorso seguiamo il torrente che si inoltra nella valle in mezzo al bosco, fino a scomparire tra le rocce accumulatesi. Poco oltre un azienda zootecnica e il Piano delle Melette, sul quale domina l’abitato di Caso.

Panorama di Caso da Pian delle Melette

Il sentiero continua lungo una strada bianca fino a raggiungere Scheggino, ma noi preferiamo tornare indietro.

Al ritorno abbiamo seguito il sentiero segnalato, che si rileverà più lungo e faticoso della scorciatoia fatta all’andata. Questo percorso consente di ristorarsi alla fonte “Acqua la Noce”, poco prima di intraprendere il tratto con il maggiore dislivello, quello che dal letto del torrente risale a Gavelli.

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Seguendo le voci delle Rondini. L’annunciazione di Giovanni del Biondo

Passato il periodo più freddo dell’anno, le rondini annunciano il ritorno della primavera ed il nascere di nuovi frutti, come ci ricorda il detto popolare “dall’Annunziata la spiga è nata” La festività religiosa dell’Annunciazione di Maria si celebra, in genere, il 25 marzo.

Per mesi un’ampia zona del Centro Italia è stata chiusa, molti paesi sono stati distrutti, alcune opere d’arte sono andate perse per sempre, altre sono state recuperate ed esposte al pubblico per un breve periodo , e tra queste un’opera particolarmente ammirata proveniente dalla Chiesa dell’Annunciata di Poggio di Croce di Preci, realizzata da Giovanni del Biondo nel 1385.

Succedeva che gli artisti e le loro botteghe, composte da tutte quelle persone che contribuivano alla realizzazione dell’opera, venivano spesso incaricati di ripetere un soggetto già realizzato, di dipingere le stesse scene sacre osservate in altri luoghi, magari con qualche modica per soddisfare le richieste del committente.

Così per nostra fortuna, non avendo avuto l’occasione di andare a quella mostra, abbiamo trovato la scusa buona per recarci a Firenze superando la diffidenza, tipica di chi preferisce stare in natura, verso le città ed i luoghi densamente frequentati.

Giovanni del Biondo tra il 1370 ed il 1372  dipinge un trittico, conservato al  Museo degli Innocenti. La scena dell’Annunciazione in cui sono rappresentate due rondini, come quella realizzata per la chiesa di Preci, viene qui affiancata da San Nicola di Bari e Sant’Antonio Abate.

particolare

 

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Lo Storno roseo in Umbria

I movimenti di dispersione dello Storno roseo (Pastor roseus), sono conseguenti a stagioni particolarmente  favorevoli che si verificano nelle aree di nidificazione.
Dalle zone steppiche e semidesertiche presenti tra il mar Nero, il mar Caspio e le regioni occidentali della Cina e della Mongolia, gli individui si disperdono, senza una direzione preferenziale, raggiungendo l’Europa nord occidentale.
Diverse sono le segnalazioni storiche della presenza di questo passeriforme in Italia, sopratutto nel settore centro occidentale della Penisola.
Piccoli gruppi, da qualche decina a qualche centinaio di  individui, ma anche un gruppo di oltre 2000 individui a Verona nel 1908, sono stati segnali ripetutamente nel periodo primaverile ed estivo nel corso dei secoli passati.¹

Le osservazioni dello Storno Roseo in Italia avvengono quasi ogni anno ed è stato accertato almeno un tentativo di nidificazione negli ultimi dieci anni.
La specie, non essendo mai stata osservata in Umbria, non compare nella recente pubblicazione dedicata all’aggiornamento della check-list dell’Avifauna regionale .

Quest’anno lo Storno roseo è stata osservato anche in Umbria; la prima segnalazione riguarda un gruppo di 50 individui nei pressi dell’Oasi di Alviano, nel Comune di Guardea,
la seconda segnalazione riguarda un individuo solo, osservato in compagnia di una decina di Storni comuni, nel Comune di Monte Castello di Vibio, il 9 giugno.

Grazie alle segnalazioni archiviate da aprile a giugno di quest’anno sul portale Ornitho.it possiamo avere un’idea delle dimensioni del fenomeno e della sua evoluzione nel tempo.

Dal sito Ornitho.it

“Negli scorsi giorni una invasione di Storno roseo ha interessato anche l’Italia centro settentrionale, l’Austria, la Svizzera la Francia meridionale ed ora ha raggiunto la Gran bretagna e la Catalogna.
Ecco una breve sintesi geografica delle segnalazioni nei portali ornitho”

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¹ Brichetti P & Gariboldi G., 2013 Ornitologia Italiana. Vol 8 – Sturnidae – Fringillidae
Oasi Alberto Perdisa Editore, Bologna



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Seguendo le voci delle Rondini. Monteleone di Spoleto

Seguendo le tracce delle Rondini nella cultura tradizionale tramandata nell’arte sacra, lasciamo Norcia costeggiando le marcite, seguiamo il corso del Fiume Sordo fino a Serravalle. Attraversato il ponte si entra nella stretta valle del Corno e, superata Cascia, si raggiunge Monteleone di Spoleto, arroccata sulla piana circostante.

Monteleone di Spoleto

La testimonianza più famosa della presenza umana in quest’area è la Biga etrusca.

Anche qui ritroviamo figure di uccelli come messaggeri, scolpite su due dei tre pannelli che tramandano il mito di Achille, mentre il volto di un rapace decora il manico.

Le rondini, di cui stiamo seguendo le tracce, sono tra le figure scolpite sul portale della Chiesa di San Francesco, un tempo appartenuta all’Ordine Benedettino.

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Seguendo le voci delle rondini. Norcia e dintorni

San Benedetto da Norcia

Per secoli le rondini hanno scandito il tempo, lasciando  un indelebile traccia anche nel folklore italiano.
Per S. Benedetto, la rondine è sul tetto“; prima della riforma del calendario, San Benedetto si festeggiava il giorno dell’equinozio di primavera, ed “il 21 marzo le rondinelle son già ritornate ai vecchi nidi, lasciati nell’autunno.

Questo detto popolare ci ha portato a intessere l’itinerario “Le voci delle Rondini“, partendo da Norcia, nel Parco dei Monti Sibillini.
Nella città natale di San Benedetto, la statua eretta nella piazza principale ha resistito al devastante terremoto del 2016.

Siamo tornati a Norcia più volte dopo il terremoto e invitiamo anche voi ad iniziare il viaggio da qui, come suggerito dal nostro quaderno.
La piazza torna ad essere frequentata, mancate solo voi.

Per continuare l’itinerario, iscriviti al blog

 

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Le voci delle Rondini all’Oasi di Alviano – 1 parte

Domenica 20 maggio partecipiamo alla Giornata delle Oasi 2018 presentando il quaderno “Le voci delle Rondini ” all’ Oasi WWF Lago di Alviano.

Panorama sul lago artificiale creato sul Tevere dalla diga di Alviano

E’ il frutto di un lavoro collettivo, fatto dai soci e da altri amici con cui abbiamo condiviso numerose gite in questi anni, unendo il binocolo alla guida del Touring Club, per  soddisfare la nostra innata curiosità per la natura e per la storia che hanno plasmato il territorio dove viviamo e per l’arte che ci racconta per immagini, testimonia ed è testimonianza di un periodo, di un modo di vivere e di pensare.
Da raccontare c’è molto, visto l’esperienze che abbiamo condiviso già prima di fondare l’associazione nel 2007, e l’Umbria, con i suoi borghi medievali ed i suoi vari paesaggi può davvero ispirare qualcosa, o almeno così testimoniano i numerosi eremiti, monaci e santi artisti e visionari che si sono succeduti nel tempo.

La via Amerina, Alviano e l’Oasi lungo il Tevere sono due delle mete suggerite dall’itinerario, tessuto in Umbria seguendo la Rondine come filo conduttore.
Quando abbiamo iniziato a seguire questo filo, a seguire le tracce lasciate dalle Rondini nell’immaginario collettivo, l’idea è partita proprio da qui, poco più di un anno fa.

 

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