In Calabria, nel paese di Riace un giardino dedicato agli uccelli.

Per chi è appassionato di uccelli, il posto migliore per osservare la migrazione è la Calabria, che in primavera ed autunno ospita numerosi osservatori, silenziosi attori di un turismo rispettoso dell’ambiente, legato alla pratica del Birdwatching.

Altana per l’osservazione della migrazione nel Parco Nazionale d’Aspromonte

A fine agosto insieme ai volontari della Stazione Ornitologica Calabrese che si alternavano al monitoraggio e ai ricercatori di Ornis Italica assistiamo allo spettacolare passaggio di 3000 rapaci, Falchi Pecchiaioli, Falchi di Palude e Nibbi bruni.
Uno spettacolo che ogni appassionato di natura dovrebbe vivere almeno una volta: osservare la migrazione nel Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Falco Pecchiaiolo

Protesa nel Mediterraneo la Calabria è una realtà evoluta grazie alle migrazioni dei popoli nel Mediterraneo, che hanno influenzato ed influenzano lo sviluppo della cultura e dell’arte nella società. Andare in Calabria dopo aver lavorato al quaderno “Le voci delle Rondini“, aveva molte motivazioni. Sottili fili univano Umbria e Calabria nei primi secoli dell’anno mille, e nel Museo Archeologico di Reggio Calabria  , oltre ai Bronzi di Riace, sono conservate testimonianze molto antiche della rappresentazione degli uccelli nelle immagini di culto, espressione del rapporto anche simbolico tra uomini ed uccelli.

Statuetta votiva in terracotta, VI – V sec. a.c., testimonianza del culto di Afrodite

Alcuni servizi televisivi dedicati all’arte ed alla storia della Calabria, nonché le notizie provenienti dalla cittadina di Riace, ci hanno convinti ad andare a vedere con i nostri occhi alcune località di questa Regione, per scoprirne il fascino naturalistico, culturale ed artistico frutto delle influenze mediterranee ed europee, e cercare di comprendere un pò di più quello che è diventato “il caso Riace“.
Per capire le cose, osservare direttamente è meglio che sentirne parlare.

L’incontro con Riace, il paese dell’accoglienza, in agosto ci ha riservato una doppia sorpresa, la prima aveva a che fare con le rondini ed è stata raccontata, l’altra è accaduta pochi giorni dopo, il 31 agosto, quando il Consiglio Comunale ha conferito la cittadinanza onoraria a Alex Zanotelli, Gino Strada e Chiara Sasso.

Il Consiglio Comunale per l’attribuzione della cittadinanza onoraria

Documentari come  “Il Volo” di Wim Wenders,  “Un Paese di Calabria”  di Shu Aiello e Catherine Catella, libri come “Riace, terra di accoglienza” di Chiara Sasso, consentono di approfondire la conoscenza dell’esperienza umana di Riace.
Tutto il mondo è paese“, la fiction che vede protagonista Fioriello non è stato ancora messo in onda.

Alla Marcia della Pace Perugia Assisi del 2018, è stato proposto il Nobel per la Pace all’ esperienza di Riace, intrecciando così un altro filo tra Umbria e Calabria.
Appelli a sostegno del sindaco Domenico Lucano si sono aggiunti a quelli lanciati al termine della marcia.

Così come molti altri cittadini ed associazioni prima di noi (e certamente anche dopo), abbiamo deciso di agire in favore di Riace e dei suoi cittadini, destinando le donazioni ricevute alle presentazioni del quaderno  per realizzare nel paese dell’accoglienza, un giardino per gli uccelli.

L’area scelta per allestire il giardino è stata l’area verde circostante il Municipio, il palazzo posto all’ingresso del paese, utilizzato anche per le attività dell’ambulatorio medico dell’Associazione Jimuel  .
Sui pini del giardino antistante la scalinata che porta agli uffici comunali, sono stati sistemati due nidi artificiali e una mangiatoia donata da un negozio di Caulonia,

Le cassette nido e la mangiatoia nell’area verde della piazza del Municipio

 

mentre un terzo nido è stato posizionato nel Parco delle Fontane.

Sempre nella piazza del municipio, su un ramo del pino secolare sotto il quale i bambini prendono l’autobus per andare a scuola, è stata installata la quarta cassetta nido.
Insieme all’Amministrazione Comunale abbiamo affidato il giardino degli uccelli alle cura delle nuove generazioni, “ai bambini del mondo” come ha detto il vicesindaco Giuseppe Gervasi.

Nelle due settimane passate a Riace in Ottobre ho conosciuto tante persone, che vorrei personalmente ringraziare con l’impegno di tornare, magari con le rondini a primavera.

Riace, il paese dell’accoglienza

 

 

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Un giardino per gli uccelli a Riace

Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo. Valorizzare la biodiversità , biologica e culturale, trasmettere la passione per l’osservazione, la cura ed il rispetto dell’ambiente che ci circonda, fatto di esseri viventi che hanno molte più cose in comune di quello che apparentemente si suppone.

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Monte Castello Vibio festeggia la giornata mondiale degli uccelli migratori

E’ stata una giornata particolare oggi a Monte Castello di Vibio.
La mattina a passeggio nelle campagne con gli alunni della scuola media per raggiungere il piccolo borgo di Doglio, il pomeriggio nel centro storico, impreziosito dall’iniziativa “Colori ed Emozioni … Ero e sempre Sarò , organizzata al Teatro della Concordia.
E’ iniziata sulla piazza che affaccia sulla valle del Tevere, ancora immersa nei colori tenui della nebbia, si è conclusa nel teatro pieno di persone molto partecipi nel ricordo e nello stupore di scoprire il lato artistico di una persona ricordata con affetto.

La camminata in programma per l’iniziativa WMBD è partita da Poggio Altrena, dove ci hanno raggiunto gli studenti della prima media.
Dal Poggio si vede il Monte Peglia, parte del Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale (STINA), recentemente riconosciuto come sito Unesco.
Di fronte alla lapide che è stata posata vicino ad una quercia, ascoltiamo dalle parole del Sindaco il racconto del triste episodio di violenza che ha attraversato questo territorio a causa della guerra, per rendere partecipi i ragazzi della necessità di non praticare la violenza, della maggior fecondità di un sorriso, dell’importanza del rispetto e della gentilezza nei rapporti umani. Prima di partire,  tanti piccoli girotondi improvvisano una canzone del nostro patrimonio culturale, un inno alla pace ed all’impegno personale, a pochi giorni dalla grande manifestazione di Assisi.
Girotondo, Fabrizio de Andrè, 1968.

A questo punto la passeggiata può partire, costeggiando la valle del Faena fino a raggiungere Doglio. Il paesaggio è curato, vario, i ragazzi incontrato le persone intente nei lavori quotidiani legati alla stagione in campagna, ascoltano anche i racconti delle guide che li accompagnano. Questa è la valle dello Storno Roseo, dei Bianconi e dei Pecchiaioli , due rapaci migratori, dove risuonavano i canti di una decine di specie, alcune appena arrivate da quartieri più settentrionali, altri in migrazione attiva.

Nel parco pubblico  ci riposiamo facendo la merenda con i prodotti locali prima dell’evento conclusivo, la premiazione ad nostro concittadino per la sua attenzione verso gli uccelli migratori, e non solo.
Il Sig. Pio, titolare di una bottega storica del Doglio, ci accoglie nella veranda del suo bar alimentari tabacchi. Un negozio di quelli che sono una miniera di ricordi, di cose antiche, uno di quei negozi  dove è passata la storia di una comunità, che andrebbe difeso, come tante altre attività che forniscono servizi in questi piccoli borghi, progressivamente spopolati dagli ultimi anni. Dolcetti fatti in casa accompagnano la cerimonia di premiazione all’ancora ignaro proprietario del negozio, che custodisce alcuni nidi di Balestruccio ben visibili dalla terrazza dove una volta tutta la gioventù veniva la sera a ballare.

Tra la commozione di chi consegna il premio e di chi lo riceve, la cerimonia si chiude tra gli applausi, il tempo stringe, i ragazzi devono tornare a scuola.
Noi restiamo a parlare con il Sig. Pio, sotto la pergola di vite americana arrossata da questo autunno ancora caldo, con una coppia di forestieri che hanno partecipato con noi, fin dalla prima colazione.
E’ stata una bellissima giornata, intensa, una giornata davvero unica come tutte le cose e le persone.

 

Qualche immagini dell’iniziativa per la quale ringraziamo la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e dei concittadini.

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Secondo appuntamento di Ottobre a Monte Castello di Vibio

Il Centro Studi Ornitologici “Antonio Valli da Todi”, il Comune di Monte Castello di Vibio, l’Istituto di Istruzione Superiore “Ciuffelli Einaudi di Todi” e l’Università della Terza età hanno presentato a luglio il progetto “Ambiente Bene in Comune”, partecipando insieme al Bando Regionale rivolto alle Associazioni di Volontariato e di Promozione Sociale.
Con un mese di ritardo rispetto a quanto previsto dal Bando è uscita la graduatoria finale. Il progetto è stato valutato positivamente dalla commissione regionale ed è in graduatoria per ricevere il finanziamento richiesto, pari al 80% dell’importo.
Il primo degli appuntamenti previsti, “ Mio nonno racconta la campagna”, si è tenuto in occasione della Festa dei Nonni si è svolta il 7 ottobre ed è stata l’occasione per i nonni di condividere con i partecipanti, storie e aneddoti relativi all’ambiente in cui sono cresciuti.

 

Sabato 13 Ottobre, il secondo degli eventi in programma, si svolgerà in occasione della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori.
Qui l’evento sul web e sui social

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Primo appuntamento di Ottobre a Monte Castello di Vibio

Sabato prossimo il primo degli appuntamenti organizzati per il mese di Ottobre a Monte Castello di Vibio. Attraverso aneddoti e racconti per cucire la trama dei cambiamenti ambientali e sociali che hanno dato forma al territorio e al tessuto sociale.
Ogni testimonianza è preziosa, porta la tua e ascolta le altre insieme a noi.

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Seguendo “Le Voci delle Rondini”. Cambio di stagione

La mattina, aprendo la porta, le voci delle rondini non si sentono più.

Fino a qualche giorno prima, decine di rondini sostavano sui fili e volavano sull’erba medica, sull’incolto, sul vigneto e sul prato del parco cittadino.
Al posto del loro chiacchericcio, tra le fronde degli alberi ancora verdi, oggi si sente il vociare degli Storni, allarmati e disturbati all’arrivo di una Gazza.
La sera gruppi di balestrucci e qualche rondine si alimentano alle ultime luci del giorno  e si allontanano.
Negli ultimi giorni di fine estate, qualche rondine si può vedere nei paraggi, lungo il corso del Tevere,  sulle praterie montane del Monte Peglia e dei Monti Martani, o nelle zone umide un pò più distanti, come l’Oasi di Alviano o il Lago di San Liberato che si stanno popolando di migratori e svernanti e possono riservare sempre qualche sorpresa.
Qui si continueranno a vedere, a seconda del clima che caratterizzerà l’autunno, gli ultimi individui che si attardano, indugiando, magari in cerca di un posto dove sia possibile svernare senza dover affrontare le difficoltà ed i pericoli che caratterizzano la migrazione.
Il freddo non fa per loro, non ci sono insetti da rincorrere, non c’è cibo quando le giornate si accorciano e le temperature calano, così si vola via, attraverso il mare ed il deserto, superando montagne e condizioni avverse, ci si sposta, si migra così come hanno imparato a fare molti esseri viventi, per utilizzare le risorse alimentari necessarie là dove queste sono maggiormente disponibili, in base ai cicli della natura, stagionali o giornalieri.

Un mese fa la presentazione presso la sede del Parco Regionale Palude di Colfiorito del quaderno “Le Voci delle Rondini” è stata l’occasione per salutare le Rondini che si radunavano sul canneto preparandosi alla migrazione postriproduttiva verso i quartieri africani dove passeranno un’altra primavera ed un’altra estate prima di essere di ritorno.
La terra è oggi all’equinozio; il 23 settembre 2018 il giorno e la notte hanno la medesima durata su tutta la Terra. Da quel giorno in poi il sole, dal nostro punto di vista nell’emisfero settentrionale, sarà sempre più basso sull’orizzonte, le ore di luce diminuiranno progressivamente fino al prossimo solstizio, quando raggiunta la sua altezza minima, il sole riprenderà a salire sull’orizzonte.

La capacità delle Rondini e degli altri animali che effettuano migrazioni ( rettili, mammiferi, pesci, insetti delicati come le farfalle, fino ad organismi piccolissimi del plancton e fitoplancton) sono il risultato della capacità degli organismi di evolvere, di utilizzare nel modo migliore le risorse in un ambiente che cambia, di utilizzare ambienti differenti per andare incontro a necessità diverse.

La scoperta del fenomeno migratorio dei piccoli passeriformi è una scoperta recente, che ha sostituito l’idea che alcune specie si trasformassero in altre o, come nel caso della Rondine, trascorressero l’inverno sotto terra, ripercorrendo quando avviene nel mito di Persefone o nelle altre storie in cui l’eroe trascorre un periodo di lontananza per poi ritornare vittorioso.
Per chi si ferma ad ascoltare queste cose della natura, questo andare e venire, questo salire e scendere, sembra di sentiere il respiro dell’universo.

Rondini in volo sulla Palude di Colfiorito

Ecco alcune foto:

Altre foto dell’iniziativa qui.

 

 

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Seguendo le “Voci delle Rondini”. Riace, agosto 2018

Piccole rondini stilizzate compaiono sui muri nel borgo di Riace, in Calabria.
E’ il 25 agosto 2018 e nel piccolo borgo sui rilievi rivolti verso il mar  Jonio,  un gruppo di persone partecipa alla manifestazione di arte contemporanea allestita dal gruppo Koinè

Come le Rondini. Riacesi nel mondo, il mondo a Riace” è il titolo dell’installizazione realizzata da Valeria Codara, Antonio Mieli e Bahram Acar.
Le Rondini con il loro volo uniscono luoghi, ispirano persone, sono protagoniste di miti e poesie. Sono simbolo di una terra senza confini, di speranza, di un nuovo inizio.
Come le Rondini è un omaggio a chi ha lasciato questa terra e a chi in questa terra ha trovato casa
“.

Le Rondini sono ancora presenti  nel borgo di Riace e piccoli gruppi in migrazione verso sud si osservano volare sul quel mare che presto attraverseranno per raggiungere i Paesi dove trascorreranno l’inverno per continuare a vivere e a volare.


A Riace, “Paese dell’accoglienza”, come a Rondine, “Cittadella della Pace”,
le rondini fanno udire la loro voce e tessono i loro racconti, leggere ed eleganti  protagoniste di un immaginario collettivo che persegue ideali di pace e di fratellanza, di rinascita e di speranza intessendo rapporti tra mondi lontani.

 

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“Le Voci delle Rondini” a Colfiorito

Sabato 18 agosto alle 17:00 presso la sede del Parco di Colfiorito  l’ultima  presentazione in programma del quaderno “Le voci delle Rondini”.
Alla fine dell’incontro con gli autori, andremo a vedere che sorprese ci riserva l’ambiente del Parco al tramonto. Portate amici, binocoli e abbigliamento comodo !
Sulla pagina dedicata all’iniziativa puoi segnalare la tua partecipazione ed essere aggiornato sull’evento.

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Seguendo le voci delle Rondini. L’alta valle del Tevere

Legata al ritmo delle stagioni, al ritorno della primavera, la rondine è manifestazione di un tempo ciclico, scandito dai fenomeni celesti, equinozi e solstizi, a cui sono  legate non solo le attività  agricole delle comunità ma anche quelle religiose, comuni a varie tradizioni culturali.
Oltre che nella scena dell’Annunciazione, come quella custodita a Caso, o al Museo degli Innocenti, la rondine compare anche in un’altra tipologia di rappresentazioni sacre.

L’abbiamo trovata a Montone, nella Chiesa di San Francesco, oggi Museo Civico di San Francesco , all’estremità opposta della Regione rispetto ad Alviano, dove è nata l’idea del quaderno “Le voci delle Rondini“.

Montone

Nell’affresco di Montone, sotto lo sproporzionato simbolo araldico dei committenti, la potente famiglia Della Rovere che nel 1478 riprese il dominio sulla contea ponendo temporaneamente fine ai tentativi della popolazione di affrancarsi dal dominio della Chiesa, una rondine trova posto tra i simboli della religiosità cristiana; la Madonna, il Bambino, Pietro, Giovanni Battista e Francesco con le stigmate.

Affresco del XV secolo, Montone

L’ignoto autore, espressione di un periodo storico, non è l’unico a raffigurare le rondini in opere che sono rimaste celebri; alla Galleria degli Uffizi, ad esempio, è conservato un polittico “Madonna con Bambino e Santi”, realizzato da Giovanni di Paolo nel 1445, che utilizzando oro e tempera su tavola, ci tramanda la stessa tipologia di immagine, con una rondine nelle mani del Bambino.

Madonna con Bambino e Santi, Giovanni di Paolo, 1445. Particolare

Nel quaderno “Le voci delle Rondini” abbiamo tracciato in Umbria un’itinerario tra arte e natura, suggerendo alcune località dove osservare le sei specie descritte nel quaderno ed alcune opere d’arte presenti nel territorio, e in questo blog abbiamo ampliato il racconto con l’ausilio delle immagini riprese in occasione delle nostre visite al territorio.

La Repubblica, 23 aprile 2016

Il quaderno nasce anche dalla constatazione che spesso uccelli comuni sono confusi tra loro e una diffusa ignoranza riguarda i fenomeni naturali, come ad esempio la migrazione degli uccelli.
Oggi sembra che poche persone sanno distinguere la Rondine dalle specie simili, nonostante ne abbiano esperienza diretta avendo un nido in casa o in garage, nelle strade dei luoghi dove vivono o vanno in vacanza.
Le scarse conoscenze sul mondo naturale vengono poi amplificate dalla stampa nazionale o locale, che contribuisce a creare confusione.

 

Una parte del quaderno è quindi dedicata quindi all’identificazione delle specie simili alla rondine, alle loro abitudini di vita ed ai risultati dell’iniziativa  “Una rondine non fa primavera” iniziata nel 2016 a Monte Castello di Vibio .

La prossima, ed ultima, presentazione del quaderno è presso la sede del Parco di Colfiorito, il 18 agosto alle 17:00.
Al termine della presentazione, dalle 18:00 in poi, birdwatching in palude.

 

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Seguendo le Voci delle Rondini. A Caso

Caso

Non ci si arriva per caso in certi posti. Dalla strada che collega Monte Leone di Spoleto a Sant’Anatolia di Narco il borgo di Caso neanche si vede, si vedono i cartelli stradali, ma le case, costruite principalmente sul fianco della montagna al di sotto della strada che costeggia i rilievi del Coscerno,  si vedono a malapena.

Noi ci siamo arrivati seguendo l’itinerario che abbiamo descritto nel quaderno “Le Voci delle Rondini” , per osservare da vicino un’opera d’arte conservata nella piccola chiesa di S. Maria delle Grazie, situata vicino al cimitero, subito fuori le mura, lungo la strada che porta al Pian delle Melette, attraversato da quella che una volta era una strada di comunicazione molto trafficata.

Ai tempi del suo splendore, la chiesa era tutta affrescata e molto frequentata da chi percorreva la Valcasana. Al suo interno gli affreschi, restaurati di recente anche grazie ai contributi raccolti nella città natale di Antonio Valli , sono un racconto fatto di immagini,  alcune sorprendenti, come la raffigurazione di una Madonna a Cavallo.

Quello che ci ha portato in questa chiesa è la rappresentazione della scena dell’Annunciazione, dipinta sulla parte alta a sinistra sulla parete di fondo.

Quattro rondini prendono parte alla scena, non sono molte le raffigurazioni come queste.
La festa dell’Annunciazione che si celebra in primavera,  sostituisce nel culto popolare le celebrazioni dedicate al “risveglio” della vegetazione dopo l’apparente morte invernale, ai suoi fiori che daranno nuovi frutti al termine della stagione, alla speranza che le semine di li a poco germoglieranno. Festeggiare il ritorno della primavera era un momento molto importante nel calendario, e per chi non osservava i movimenti apparenti degli astri nel cielo, il ritorno delle rondini era un messaggio inequivocabile.
Nella religione cristiana, erede di una visone antropocentrica della vita, le feste di primavera sono finalizzate ad esaltare il miracolo della maternità ed il mistero della nascita dell’Uomo. L’angelo Gabriele, dotato di ali in quanto messaggero della divinità,  annunzia a Maria il concepimento di una nuova vita , che vedrà la luce nove mesi dopo, a dicembre.(Lc 1,31)

Pian delle Melette e la Valcasana verso Gavelli

Intanto poco distante, le rondini tornate dall’Africa hanno nidificato e stanno crescendo le nuove generazioni. Per noi la speranza è quella di vederle nidificare a Caso anche negli anni a venire.

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