L’allodola al palo

Mentre il Ministro dell’Ambiente invita le Regioni ad escludere dai calendari venatori due specie globalmente minacciate, Moriglione e Pavoncella, l’Allodola resta al palo nonostante il cattivo stato di conservazione della specie.

L’avifauna cacciabile in cattivo stato di conservazione.
Gustin, 2019

… evidenzia come sulla base di recenti e più aggiornate informazioni scientifiche, per alcune specie, stante l’acclarato cattivo stato di conservazione, l’attività venatoria si debba escludere (la specie viene eliminata dai calendari venatori) o sospendere (l’attività venatoria su detta specie viene temporaneamente sospesa al fine di ottenere maggiori informazioni su trend e stato di conservazione e attuare misure protettive, gestionali e di conservazione) o comunque riformare.

Allodola

L’allodola è considerata vulnerabile nella Lista Rosa Nazionale, ed in declino in tutto l’areale di nidificazione. Anche nella nostra Regione  la popolazione nidificante risulta  essere in diminuzione moderata  ( Secondo Atlante Ornitologico dell’Umbria)

La Regione Umbria modificherà il calendario venatorio per tutelare la biodiversità in base ai recenti dati scientifici disponibili o preferirà far finta di niente per non inimicarsi una piccola parte del suo elettorato, già compiaciuta per le giornate di apertura della caccia concesse a settembre, contrariamente alle linee guida date dall’ISPRA sulla durata dei calendari venatori ?

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Secondo Atlante Ornitologico dell’Umbria

Il Secondo Atlante Ornitologico dell’Umbria, curato da Francesco Velatta, Mauro Magrini e Giuseppina Lombardi, è disponibile sul sito della Regione dell’Umbria
La distribuzione regionale di 147 specie nidificanti e 165 svernanti è descritta in 209 schede che aggiornano la distribuzione e lo stato di conservazione delle specie rilevate  nel periodo 2012 – 2017 .
L’analisi dei dati ornitologici raccolti in maniera sistematica dal 2000, dal programma di monitoraggio finalizzato alla conoscenza dello stato di conservazione delle specie comuni nidificanti in Umbria, arricchisce il nuovo atlante descrivendo il trend di queste  popolazioni nel periodo compreso tra il 2001 ed il 2017.
Il confronto con l’atlante precedente, pubblicato nel 1997, offre un ulteriore contributo all’analisi dei dati più recenti.
Nelle singole schede, l’aggiunta di fotografie e disegni accanto a testi, tabelle e grafici, rende la consultazione del Secondo Atlante Ornitologico dell’Umbria sicuramente più piacevole, e speriamo venga presto resa disponibile la versione stampata.

Dedicato a Bernardino Ragni, l’atlante è diviso in Tomo 1 , e Tomo 2  ed è il risultato del lavoro e del contributo di numerose persone, tra cui alcuni dei nostri soci fondatori.

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L’avvincente incontro tra il fumetto e l’ornitologia

Una storia illustrata, quella narrata nel libro “Dove i Rondoni vanno a dormire“, presentata dal suo autore, Franco Sacchetti, alla Galleria di Storia Naturale di Casalina, che ha affascinato i presenti.
Un libro per tutti, dove la divulgazione naturalistica è affidata alla passione per l’argomento ed alle capacità espressive dell’autore, che ci porta in giro per il mondo tenendoci fermi sulle pagine di questo libro, disegno dopo disegno, vignetta dopo vignetta.

Franco ci introduce nel mondo dei vicini di casa, spesso ignorati, a volte perseguitati.
Questo “fumetto” vale più di tante parole per divulgare quelle semplici verità che abbiamo scoperto solo dopo anni di domande, di ricerca, di passione. Un invito ad alzare lo sguardo dai nostri cellulari e dagli schermi televisivi, ad avere un pò di curiosità per andare incontro alla vita e scoprire la meraviglia a cui non siamo più abituati.

Grazie quindi alla Galleria di Storia Naturale di Casalina, ancora una volta al nostro fianco, all’autore e a tutte le persone che hanno partecipato l’incontro.


<p><a href=”https://vimeo.com/230152923″>Dove i rondoni vanno a dormire..</a> from <a href=”https://vimeo.com/user42483632″>Franco Sacchetti</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a&gt;.</p>

 

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Dove i Rondoni vanno a dormire

Dove i Rondoni vanno a dormire” è l’ultima opera di Franco Sacchetti, che sarà presentata Giovedì 30 maggio alle 18.30 presso la Galleria di Storia Naturale di Casalina, Manifattura ex tabacchi via del Risorgimento, Deuta.

Franco Sacchetti, architetto, fumettista e attivista ambientale, ha collaborato come vignettista con varie riviste tra cui “L’ecologist italiano”, e “Terra Nuova”.
Nel 2009 ha pubblicato il romanzo “La marcia dei frigoriferi verso il Polo Nord” (LEF) sul tema del riscaldamento globale.
Nel 2016 “Fratini d’Italia – cronache di resistenza dalle nostre spiagge” (Terra Nuova ed.) reportage a fumetti sul fratino, specie a rischio estinzione nidificante sulle spiagge, e sugli attivisti che lottano per tutelarne le colonie riproduttive.
Nel 2018 “ALL YOU SEED IS LOVE – Tutto ciò che semini è amore” libro illustrato sul tema dei semi e della biodiversità.

“Dove i Rondoni vanno a dormire”, pubblicato nel 2019, contribuisce efficacemente al progetto di divulgazione scientifica e citizens scienze “Una rondine non fa primavera” iniziato nel 2016 in collaborazione con la Galleria di Storia Naturale di Casalina nell’ambito dell’iniziativa “Natulamente .. in Umbria“.
La pubblicazione nel 2018 del quaderno “Le voci delle Rondini”, nell’ambito del progetto di editoria sociale del Cesvol e dell’anno Europeo del patrimonio culturale, #EuropeForCulture, ha aggiunto un’altro tassello a questo progetto di divulgazione e partecipazione dei cittadini alle attività dell’Associazione.
Questa primavera vi diamo appuntamento per Giovedì 30 maggio alle 18:30 presso la Galleria di Storia Naturale di Casalina.
Dopo la presentazione, con una breve passeggiata verso il brindisi finale, andremo ad osservare direttamente questi animali, imparando sul campo le differenze tra le specie simili che vivono nei nostri centri abitati;  Rondoni, Rondini e Balestrucci.
Ingresso libero, è gradita la prenotazione al 3666811012 o in alternativa segnalate la vostra partecipazione sulla pagina dell’evento

 



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Meno plastica per tutti.

La giornata mondiale degli uccelli migratori, che si svolge  Sabato 11 maggio 2019, ha come tema l’inquinamento dovuto alla presenza di plastiche nell’ambiente.
Come è ormai noto, la plastica abbandonata nell’ambiente ha creato numerosi problemi all’ambiente ed alle sue componenti, esseri umani compresi.
Gli uccelli possono ingerire la plastica e rimanere impigliati da fili di plastica e da pesca, causando menomazioni fisiche e mortalità.
Nel 2017  nell’articolo Un Sottile pericolo avevamo affrontato l’argomento, evidenziando come la plastica fosse presente anche nei nidi degli uccelli che frequentano gli ambienti agricoli.

Fili di plastica in un nido di Rondine

Fili di plastica si trovano anche in nidi di uccelli che si posano al suolo solo per la raccolta di materiale per la costruzione del nido, e come nel caso di questa Rondine, possono rimanere impigliati nelle zampe causando la necrosi e la perdita dell’arto.

Utilizzare in modo più consapevole la plastica, non abbandonarla nell’ambiente, promuovere l’utilizzo di materiali riutilizzabili in casa e nella ristorazione per diminuire l’utilizzo della plastica usa e getta, riutilizzare e riciclare sono una necessità.
Nel territorio di Monte Castello di Vibio sono già stati effettuati interventi di sensibilizzazione al problema dei consumi e dei rifiuti, aderendo all’ iniziativa “M’illumino di Meno”  e organizzando “passeggiate ecologiche” per la raccolta dei rifiuti abbandonati nell’ambiente.
Come associazione ci siamo adoperati per la pulizia del “Sentiero del Furioso“, e in occasione della Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori, vi invitiamo ad unirvi a noi per continuare l’attività e chiedere all’Amministrazione Comunale di aderire all’iniziativa del Ministero dell’Ambiente “Plastic Free” alla quale già hanno aderito diversi Comuni, come la vicina Orvieto, di attrezzare le aree verdi comunali per la raccolta differenziata, di adottare delibere  a favore dell’utilizzo nelle sagre di materiali compostabili eliminando la plastica usa e getta per ridurre i rifiuti destinati a quelle discariche che troppo frequentemente prendono fuoco, come dimostrano i recenti fatti di cronaca anche in Umbria.

L’appuntamento per chi vuole partecipare è alle 10:00 presso i giardini pubblici di Via 1 maggio a Madonna del Piano (Monte Castello di Vibio).
E’ consigliato portarsi dei guanti e vestire indumenti comodi e scarpe adatte.

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Giornata mondiale degli uccelli migratori 2019

Anche quest’anno partecipiamo alla Giornata Mondiale degli uccelli migratori
Stiamo organizzando l’attività a Monte Castello di Vibio, segna la data, 11 maggio 2019.

Seguici anche sulla pagina Facebook
per conoscere il programma dell’iniziativa e per essere aggiornato sull’evento.

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Le Rondini ed il Castello di Alviano

Eravamo partiti da qui un paio di anni fà.
Dalla visita al Castello di Alviano ed alla Cappella delle Rondini, nel parco di lecci poco distante, è nata l’idea del quaderno “Le voci delle Rondini” ,  che presenteremo al Castello di Alviano, Sabato 13 aprile 2019 .
Vi aspettiamo per unire arte e natura insieme, con brindisi finale !

L’evento sui social

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XIII Notte Europea della Civetta

Torna la Notte Europea della Civetta, promossa dal Gruppo Italiano Civette e da EBN Italia, iniziativa a cui aderiscono molte realtà locali, organizzando incontri ed attività in relazione al contesto.
Sabato 2 marzo alle 17:00 a Monte Castello di Vibio, il Centro Studi Ornitologici “Antonio Valli da Todi”, propone una breve presentazione sugli uccelli notturni ed una passeggiata al tramonto dedicata all’osservazione ed all’ascolto delle specie presenti.
La partecipazione è libera e gratuita;  per partecipare ed avere informazioni più dettagliate sul luogo di ritrovo e sulla passeggiata contattare il 328.9639799 o scrivere una mail a centrostudiornitologici@hotmail.it

Alle 20:30 la cena di beneficenza organizzata dall’associazione Campo Vecchio per finanziare le attività della scuola primaria e dell’infanzia di Monte Castello di Vibio.
Per prenotazioni contattare i seguenti numeri, entro giovedì 28 febbraio:
Maurizio 3937003706;  Piero 3393622240.

 

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Ambiente che vieni, ambiente che vai

Nel 2013 percorrendo il Sentiero del Furioso avevamo osservato una giovane Nitticora  con ancora il primo piumaggio acquisito nel nido.

Il sito di nidificazione non doveva essere lontano, magari proprio lì vicino, nel Sito di Importanza Comunitaria o nel Parco Fluviale del Tevere.
La Nitticora per la nidificazione si associa volentieri ad altre specie di Ardeidi, come la Garzetta e l’Airone guardabuoi, formando delle colonie miste situate in zone il più possibile protette da predatori terrestri.
In queste colonie, conosciute con il nome di garzaie, nidificano alcune specie di particolare importanza, come appunto la Nitticora, l’unica tra le specie citate in precedenza, ad essere prevalentemente crepuscolare e notturna.

Nitticora

Negli anni seguenti sono continuate le osservazioni di questa specie anche in aree limitrofe a quello della prima segnalazione, ma della garzaia nessuna traccia.
Nel gennaio del 2017 troviamo le probabili tracce della garzaia in un’area distante qualche chilometro dall’area protetta, all’interno di una cava di inerti.

Un controllo nei mesi successivi non lasciava dubbi, la garzaia c’era, ed era utilizzata come sito di nidificazione dalla Garzetta, dall’Airone guardabuoi e dalla Nitticora.

In quell’anno la presenza della garzaia si può notare anche dalla foto satellitare disponibile sul web

La colonia era ancora presente ad aprile 2018, e la vegetazione proteggeva in parte l’osservazione dei nidi.
Garzette, Aironi guardabuoi e Nitticore avevano trovato in quel sito l’ambiente necessario per la nidificazione, ambiente creatosi proprio in seguito ai lavori di estrazione degli inerti.
Oggi quella garzaia non c’è più, la vegetazione è stata abbattuta.Chissà se queste specie troveranno nelle vicinanze un’altro sito, magari sottoposto a tutela.
Chissà se un giorno ci saranno strumenti per favorire la conservazione di questi siti di nidificazione, se sarà trovata la strada per tenere insieme sviluppo locale e conservazione della natura.
La gestione di queste aree umide artificiali potrebbe favorire la biodiversità, consentendo la nidificazione di specie rare in Umbria, come il Topino,  o oggetto di particolari misure di conservazione a livello Europeo, come la Nitticora.
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La popolazione italiana è pari a circa metà della popolazione dell’Unione Europea e rappresenta circa un quinto o un sesto della popolazione europea complessiva; verosimilmente rappresenta la popolazione europea più cospicua.
L’Italia riveste quindi un ruolo di primo piano nella conservazione della Nitticora.

La Nitticora (Nycticoras nycticorax) è’ inserita tra le specie in Allegato I della direttiva Uccelli, nell’Allegato II della Convenzione di Berna, nell’allegato II della Convenzione sulle specie migratrici. Nella Lista Rossa Europea  la specie è compresa tra quelle della categoria a minor rischio LC (Least Concern).
La Nitticora è una specie di interesse conservazionistico in Europa SPEC 3  cioè una specie con status di conservazione sfavorevole, la cui popolazione non è concentrata in Europa.
In Europa la popolazione è in declino e in Italia la dimensione della popolazione nidificante è diminuita  del 50-55% rispetto all’anno 2000. (BirdLife International, 2017. European birds of conservation concern: populations, trends and national responsibilities Cambridge, UK: BirdLife International.)

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Il sito visto dal satellite e la sua evoluzione nel tempo

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I giorni della merla

Ascolteremo storie e leggende sul mondo degli uccelli, parleremo degli adattamenti e delle strategie che adottano per superare i rigori invernali, poi, li osserveremo dal vivo, lungo il sentiero natura. L’aiuto di binocoli e cannocchiali ce li farà sentire più vicini e la compagnia di un esperto ornitologo soddisferà ogni nostra curiosità.

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