Le Rondini ed il Castello di Alviano

Eravamo partiti da qui un paio di anni fà.
Dalla visita al Castello di Alviano ed alla Cappella delle Rondini, nel parco di lecci poco distante, è nata l’idea del quaderno “Le voci delle Rondini” ,  che presenteremo al Castello di Alviano, Sabato 13 aprile 2019 .
Vi aspettiamo per unire arte e natura insieme, con brindisi finale !

L’evento sui social

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XIII Notte Europea della Civetta

Torna la Notte Europea della Civetta, promossa dal Gruppo Italiano Civette e da EBN Italia, iniziativa a cui aderiscono molte realtà locali, organizzando incontri ed attività in relazione al contesto.
Sabato 2 marzo alle 17:00 a Monte Castello di Vibio, il Centro Studi Ornitologici “Antonio Valli da Todi”, propone una breve presentazione sugli uccelli notturni ed una passeggiata al tramonto dedicata all’osservazione ed all’ascolto delle specie presenti.
La partecipazione è libera e gratuita;  per partecipare ed avere informazioni più dettagliate sul luogo di ritrovo e sulla passeggiata contattare il 328.9639799 o scrivere una mail a centrostudiornitologici@hotmail.it

Alle 20:30 la cena di beneficenza organizzata dall’associazione Campo Vecchio per finanziare le attività della scuola primaria e dell’infanzia di Monte Castello di Vibio.
Per prenotazioni contattare i seguenti numeri, entro giovedì 28 febbraio:
Maurizio 3937003706;  Piero 3393622240.

 

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Ambiente che vieni, ambiente che vai

Nel 2013 percorrendo il Sentiero del Furioso avevamo osservato una giovane Nitticora  con ancora il primo piumaggio acquisito nel nido.

Il sito di nidificazione non doveva essere lontano, magari proprio lì vicino, nel Sito di Importanza Comunitaria o nel Parco Fluviale del Tevere.
La Nitticora per la nidificazione si associa volentieri ad altre specie di Ardeidi, come la Garzetta e l’Airone guardabuoi, formando delle colonie miste situate in zone il più possibile protette da predatori terrestri.
In queste colonie, conosciute con il nome di garzaie, nidificano alcune specie di particolare importanza, come appunto la Nitticora, l’unica tra le specie citate in precedenza, ad essere prevalentemente crepuscolare e notturna.

Nitticora

Negli anni seguenti sono continuate le osservazioni di questa specie anche in aree limitrofe a quello della prima segnalazione, ma della garzaia nessuna traccia.
Nel gennaio del 2017 troviamo le probabili tracce della garzaia in un’area distante qualche chilometro dall’area protetta, all’interno di una cava di inerti.

Un controllo nei mesi successivi non lasciava dubbi, la garzaia c’era, ed era utilizzata come sito di nidificazione dalla Garzetta, dall’Airone guardabuoi e dalla Nitticora.

In quell’anno la presenza della garzaia si può notare anche dalla foto satellitare disponibile sul web

La colonia era ancora presente ad aprile 2018, e la vegetazione proteggeva in parte l’osservazione dei nidi.
Garzette, Aironi guardabuoi e Nitticore avevano trovato in quel sito l’ambiente necessario per la nidificazione, ambiente creatosi proprio in seguito ai lavori di estrazione degli inerti.
Oggi quella garzaia non c’è più, la vegetazione è stata abbattuta.Chissà se queste specie troveranno nelle vicinanze un’altro sito, magari sottoposto a tutela.
Chissà se un giorno ci saranno strumenti per favorire la conservazione di questi siti di nidificazione, se sarà trovata la strada per tenere insieme sviluppo locale e conservazione della natura.
La gestione di queste aree umide artificiali potrebbe favorire la biodiversità, consentendo la nidificazione di specie rare in Umbria, come il Topino,  o oggetto di particolari misure di conservazione a livello Europeo, come la Nitticora.
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La popolazione italiana è pari a circa metà della popolazione dell’Unione Europea e rappresenta circa un quinto o un sesto della popolazione europea complessiva; verosimilmente rappresenta la popolazione europea più cospicua.
L’Italia riveste quindi un ruolo di primo piano nella conservazione della Nitticora.

La Nitticora (Nycticoras nycticorax) è’ inserita tra le specie in Allegato I della direttiva Uccelli, nell’Allegato II della Convenzione di Berna, nell’allegato II della Convenzione sulle specie migratrici. Nella Lista Rossa Europea  la specie è compresa tra quelle della categoria a minor rischio LC (Least Concern).
La Nitticora è una specie di interesse conservazionistico in Europa SPEC 3  cioè una specie con status di conservazione sfavorevole, la cui popolazione non è concentrata in Europa.
In Europa la popolazione è in declino e in Italia la dimensione della popolazione nidificante è diminuita  del 50-55% rispetto all’anno 2000. (BirdLife International, 2017. European birds of conservation concern: populations, trends and national responsibilities Cambridge, UK: BirdLife International.)

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Il sito visto dal satellite e la sua evoluzione nel tempo

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I giorni della merla

Ascolteremo storie e leggende sul mondo degli uccelli, parleremo degli adattamenti e delle strategie che adottano per superare i rigori invernali, poi, li osserveremo dal vivo, lungo il sentiero natura. L’aiuto di binocoli e cannocchiali ce li farà sentire più vicini e la compagnia di un esperto ornitologo soddisferà ogni nostra curiosità.

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Il 2018 in breve

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La prima neve in collina

E’ arrivata la prima neve nel Paese del Natale.
Con il suolo coperto dalla neve gli uccelli vincono la loro diffidenza e si avvicinano più del solito alle case con la speranza di trovare un pò di cibo.

Codirosso spazzacamino, femmina

Poco distante da Monte Castello di Vibio, Doglio è coperta di neve e

lungo la strada si fanno più facili gli incontri con le specie comuni.

Codirosso spazzacamino, maschio

Nel bar alimentari a Doglio, si può prendere qualcosa di caldo in buona compagnia.
Sulla terrazza c’è una mangiatoia molto ricercata.

Picchio muratore

Cinciarella

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La giornata mondiale degli uccelli migratori con la premiazione del Sig. Pio Bravi per le azioni a tutela dell’avifauna : https://centrostudiornitologici.wordpress.com/2018/10/13/monte-castello-vibio-festeggia-la-giornata-mondiale-degli-uccelli-migratori/

 

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Un pettirosso

Mi chiamo …
Non importa come mi chiamo, se te lo dicessi nella mia lingua, non mi capiresti.
Per gli Scandinavi sono l’uccello sacro al dio Thor, dio del fuoco e del tuono, sono quello che coraggiosamente scelse di andare a prendere il fuoco dal buon dio per portarlo ai Bretoni, quello che ha custodito il fuoco nella capanna e tolto una spina alla corona di Cristo, quello che fino a duecento anni fa avete creduto la trasformazione del codirosso comune in inverno “.

Non ha bisogno di presentazioni questo piccolo passeriforme che con il suo modo di fare certo non passa certo inosservato e, specialmente in autunno ed inverno, è facile notare la sua presenza.

Forse anche tu, incuriosito dalla sua fiera confidenza e dalla sua instancabile combattività, hai dedicato parte del tuo tempo ad uno di loro, magari offrendo del cibo o semplicemente accumulando nel corso del tempo osservazioni, idee, riflessioni, sensazioni.
La sua presenza ha inspirato nel tempo innumerevoli storie, reali e fantastiche.
Come la rondine, il cardellino e molti altri dell’allegra compagnia dei pennuti,  è entrato nell’immaginario collettivo, come negli affreschi delle chiese al fianco dei santi.
Scrittori, poeti e cantautori italiani non sono rimasti insensibili al suo fascino.

Pettirossi portan neve“, recita un proverbio, ma loro, quatti quatti, nei boschi della Penisola ci restano tutto l’anno, nidificando volentieri sul terreno, al riparo della vegetazione in piccoli anfratti, tra le ceppaie e i rampicanti.
Nei boschi del Parco Fluviale del Tevere sono molto comuni, come risulta dallo studio condotto a Titignano.

Ogni anno sono migliaia i pettirossi che attraversano le Alpi o il mare per passare i periodi più freddi dell’anno sotto un clima più mite, compiendo ogni anno un lungo viaggio che li porta ad utilizzare al meglio l’ambiente a loro disposizione, adattandosi continuamente per superare gli ostacoli che l’ambiente gli impone.
Tra i pericoli che corre, l’intesa attività di bracconaggio che ogni anno viene contrastata e denunciata.
La ricerca svolta tramite cattura ed inanellamento per lo studio dell’avifauna consente di elaborare gli atlanti delle migrazioni , evidenziare problematiche e cambiamenti in atto nella distribuzione e nell’abbondanza delle specie e riserva sempre delle sorprese agli ornitologi.

Riserva Naturale Regionale “La Sentina “

Nel mese di aprile del 2014, studiando la migrazione primaverile, un giovane pettirosso è stato marcato con l’anello IAB 8A 37228, sulla costa adriatica, nella Riserva Naturale Regionale “La Sentina”

Sarebbe stato uno dei tanti pettirossi che risalgono la Penisola durante la migrazione primaverile se gli ornitologi svedesi non lo avessero ricatturato e successivamente rilasciato in buona salute all’alba di un giorno di maggio del 2016, presso la stazione di inanellamento di Nidingen .

Qui la comunicazione del Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA

Nidigens

Possiamo tracciare una linea tra le due località utilizzate durante la migrazione di questo pettirosso; in linea d’aria distano poco più di 1600 km. 

 

 

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In Calabria, nel paese di Riace un giardino dedicato agli uccelli.

Per chi è appassionato di uccelli, il posto migliore per osservare la migrazione è la Calabria, che in primavera ed autunno ospita numerosi osservatori, silenziosi attori di un turismo rispettoso dell’ambiente, legato alla pratica del Birdwatching.

Altana per l’osservazione della migrazione nel Parco Nazionale d’Aspromonte

A fine agosto insieme ai volontari della Stazione Ornitologica Calabrese che si alternavano al monitoraggio e ai ricercatori di Ornis Italica assistiamo allo spettacolare passaggio di 3000 rapaci, Falchi Pecchiaioli, Falchi di Palude e Nibbi bruni.
Uno spettacolo che ogni appassionato di natura dovrebbe vivere almeno una volta: osservare la migrazione nel Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Falco Pecchiaiolo

Protesa nel Mediterraneo la Calabria è una realtà evoluta grazie alle migrazioni dei popoli nel Mediterraneo, che hanno influenzato ed influenzano lo sviluppo della cultura e dell’arte nella società. Andare in Calabria dopo aver lavorato al quaderno “Le voci delle Rondini“, aveva molte motivazioni. Sottili fili univano Umbria e Calabria nei primi secoli dell’anno mille, e nel Museo Archeologico di Reggio Calabria  , oltre ai Bronzi di Riace, sono conservate testimonianze molto antiche della rappresentazione degli uccelli nelle immagini di culto, espressione del rapporto anche simbolico tra uomini ed uccelli.

Statuetta votiva in terracotta, VI – V sec. a.c., testimonianza del culto di Afrodite

Alcuni servizi televisivi dedicati all’arte ed alla storia della Calabria, nonché le notizie provenienti dalla cittadina di Riace, ci hanno convinti ad andare a vedere con i nostri occhi alcune località di questa Regione, per scoprirne il fascino naturalistico, culturale ed artistico frutto delle influenze mediterranee ed europee, e cercare di comprendere un pò di più quello che è diventato “il caso Riace“.
Per capire le cose, osservare direttamente è meglio che sentirne parlare.

L’incontro con Riace, il paese dell’accoglienza, in agosto ci ha riservato una doppia sorpresa, la prima aveva a che fare con le rondini ed è stata raccontata, l’altra è accaduta pochi giorni dopo, il 31 agosto, quando il Consiglio Comunale ha conferito la cittadinanza onoraria a Alex Zanotelli, Gino Strada e Chiara Sasso.

Il Consiglio Comunale per l’attribuzione della cittadinanza onoraria

Documentari come  “Il Volo” di Wim Wenders,  “Un Paese di Calabria”  di Shu Aiello e Catherine Catella, libri come “Riace, terra di accoglienza” di Chiara Sasso, consentono di approfondire la conoscenza dell’esperienza umana di Riace.
Tutto il mondo è paese“, la fiction che vede protagonista Fioriello non è stato ancora messo in onda.

Alla Marcia della Pace Perugia Assisi del 2018, è stato proposto il Nobel per la Pace all’ esperienza di Riace, intrecciando così un altro filo tra Umbria e Calabria.
Appelli a sostegno del sindaco Domenico Lucano si sono aggiunti a quelli lanciati al termine della marcia.

Così come molti altri cittadini ed associazioni prima di noi (e certamente anche dopo), abbiamo deciso di agire in favore di Riace e dei suoi cittadini, destinando le donazioni ricevute alle presentazioni del quaderno  per realizzare nel paese dell’accoglienza, un giardino per gli uccelli.

L’area scelta per allestire il giardino è stata l’area verde circostante il Municipio, il palazzo posto all’ingresso del paese, utilizzato anche per le attività dell’ambulatorio medico dell’Associazione Jimuel  .
Sui pini del giardino antistante la scalinata che porta agli uffici comunali, sono stati sistemati due nidi artificiali e una mangiatoia donata da un negozio di Caulonia,

Le cassette nido e la mangiatoia nell’area verde della piazza del Municipio

 

mentre un terzo nido è stato posizionato nel Parco delle Fontane.

Sempre nella piazza del municipio, su un ramo del pino secolare sotto il quale i bambini prendono l’autobus per andare a scuola, è stata installata la quarta cassetta nido.
Insieme all’Amministrazione Comunale abbiamo affidato il giardino degli uccelli alle cura delle nuove generazioni, “ai bambini del mondo” come ha detto il vicesindaco Giuseppe Gervasi.

Nelle due settimane passate a Riace in Ottobre ho conosciuto tante persone, che vorrei personalmente ringraziare con l’impegno di tornare, magari con le rondini a primavera.

Riace, il paese dell’accoglienza

 

 

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Un giardino per gli uccelli a Riace

Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo. Valorizzare la biodiversità , biologica e culturale, trasmettere la passione per l’osservazione, la cura ed il rispetto dell’ambiente che ci circonda, fatto di esseri viventi che hanno molte più cose in comune di quello che apparentemente si suppone.

 

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Monte Castello Vibio festeggia la giornata mondiale degli uccelli migratori

E’ stata una giornata particolare oggi a Monte Castello di Vibio.
La mattina a passeggio nelle campagne con gli alunni della scuola media per raggiungere il piccolo borgo di Doglio, il pomeriggio nel centro storico, impreziosito dall’iniziativa “Colori ed Emozioni … Ero e sempre Sarò , organizzata al Teatro della Concordia.
E’ iniziata sulla piazza che affaccia sulla valle del Tevere, ancora immersa nei colori tenui della nebbia, si è conclusa nel teatro pieno di persone molto partecipi nel ricordo e nello stupore di scoprire il lato artistico di una persona ricordata con affetto.

La camminata in programma per l’iniziativa WMBD è partita da Poggio Altrena, dove ci hanno raggiunto gli studenti della prima media.
Dal Poggio si vede il Monte Peglia, parte del Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale (STINA), recentemente riconosciuto come sito Unesco.
Di fronte alla lapide che è stata posata vicino ad una quercia, ascoltiamo dalle parole del Sindaco il racconto del triste episodio di violenza che ha attraversato questo territorio a causa della guerra, per rendere partecipi i ragazzi della necessità di non praticare la violenza, della maggior fecondità di un sorriso, dell’importanza del rispetto e della gentilezza nei rapporti umani. Prima di partire,  tanti piccoli girotondi improvvisano una canzone del nostro patrimonio culturale, un inno alla pace ed all’impegno personale, a pochi giorni dalla grande manifestazione di Assisi.
Girotondo, Fabrizio de Andrè, 1968.

A questo punto la passeggiata può partire, costeggiando la valle del Faena fino a raggiungere Doglio. Il paesaggio è curato, vario, i ragazzi incontrato le persone intente nei lavori quotidiani legati alla stagione in campagna, ascoltano anche i racconti delle guide che li accompagnano. Questa è la valle dello Storno Roseo, dei Bianconi e dei Pecchiaioli , due rapaci migratori, dove risuonavano i canti di una decine di specie, alcune appena arrivate da quartieri più settentrionali, altri in migrazione attiva.

Nel parco pubblico  ci riposiamo facendo la merenda con i prodotti locali prima dell’evento conclusivo, la premiazione ad nostro concittadino per la sua attenzione verso gli uccelli migratori, e non solo.
Il Sig. Pio, titolare di una bottega storica del Doglio, ci accoglie nella veranda del suo bar alimentari tabacchi. Un negozio di quelli che sono una miniera di ricordi, di cose antiche, uno di quei negozi  dove è passata la storia di una comunità, che andrebbe difeso, come tante altre attività che forniscono servizi in questi piccoli borghi, progressivamente spopolati dagli ultimi anni. Dolcetti fatti in casa accompagnano la cerimonia di premiazione all’ancora ignaro proprietario del negozio, che custodisce alcuni nidi di Balestruccio ben visibili dalla terrazza dove una volta tutta la gioventù veniva la sera a ballare.

Tra la commozione di chi consegna il premio e di chi lo riceve, la cerimonia si chiude tra gli applausi, il tempo stringe, i ragazzi devono tornare a scuola.
Noi restiamo a parlare con il Sig. Pio, sotto la pergola di vite americana arrossata da questo autunno ancora caldo, con una coppia di forestieri che hanno partecipato con noi, fin dalla prima colazione.
E’ stata una bellissima giornata, intensa, una giornata davvero unica come tutte le cose e le persone.

 

Qualche immagini dell’iniziativa per la quale ringraziamo la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e dei concittadini.

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