Sulle cime dei monti con i piedi per terra

“Le praterie di Monte Piatto occupano territori in origine ammantati da foreste. L’avvento delle attività agro-pastorali portò alla progressiva eliminazione del bosco, creando pascoli, campi e prati. Si formarono così praterie di origine semi-naturale (secondarie) ricchissime di specie spontanee di grande importanza: esse costituiscono una peculiarità vegetazionale e floristica tale da essere considerate habitat d’interesse comunitario dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE), prioritario per la presenza di tante specie di orchidee.”  Si tratta dell’ Habitat prioritario 6210 che è in regressione in tutta la regione, ( Rapporto del 3° anno di attività , OSSERVATORIO REGIONALE PER LA BIODIVERSITÀ, IL PAESAGGIO RURALE E LA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE). Monte Piatto “Sulle praterie di Monte Piatto e Monte Acquasanta sono state rilevate, in periodo riproduttivo, 29 specie di uccelli, 18 delle quali (il 62%) sono classificate come specie d’interesse conservazionistico, perché rare o minacciate a livello nazionale o europeo. I passeriformi che meglio caratterizzano le aride distese erbose dei due rilievi, punteggiate di affioramenti rocciosi e cespugli, sono tottavilla, allodola, calandro e fanello, tutti “con sfavorevole stato di conservazione in Europa” (BirdLife International, 2004). Queste praterie sono il territorio di caccia preferito da un gran numero di rapaci diurni; in periodo riproduttivo ne sono state osservate ben 7 specie: falco pecchiaiolo, nibbio bruno, biancone, albanella minore, poiana, gheppio e lodolaio.”

Lo studio realizzato per l’allestimento dell’Itinerario naturalistico ornitologico ha evidenziato la presenza di diverse specie di pipistrelli, altro gruppo animale minacciato dalle pale eoliche, chirotteri Pannello introduttivovisita virtuale

In questo servizio giornalistico (“Le mani sul vento”, Rainews24)  viene presentato un caso riguardante quanto è successo e quello che si muove all’ombra dello sviluppo dell’eolico nel nostro Paese.

 

Sabato 5 luglio porteremo all’attenzione dei tanti appassionati frequentatori delle aree naturali umbre, il progetto presentato da una srl con 10,000 euro di capitale sociale, per trasformare questo ambiente in un area industriale.

Partecipa alle numerose attività previste nel programma o firma sul sito

http://www.tutelamontepeglia.info/index.php?option=com_jdownloads&Itemid=105&view=summary&cid=402&catid=9

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Informazioni su Centro Studi Ornitologici "Antonio Valli da Todi"

Associazione iscritta al Registro Regionale delle associazioni di promozione sociale
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