Incontro al Museo di Storia Naturale di Casalina

Gli esperti intervenuti all’incontro organizzato al Museo di Storia Naturale sono una fonte di informazioni, sono persone che per lavoro o passione, e in certi casi coincide, hanno approfondito lo studio dell’area naturale protetta denominata STINA.
Con noi ci sono alcuni degli autori dello studio promosso dalla Comunità Montana ONAT per la realizzazione di un Itinerario Naturalistico Ornitologico, finanziato con i fondi Por Fesr 2007 -2013.

Pannello introduttivoGli archeologi presenti hanno raccontato  questo territorio, le particolarità archeologiche e storiche presenti od emerse nel corso degli anni, sulle quali è possibile trovare qualche informazioni in rete.  Grazie al lavoro degli archeologi si può affermare che la presenza dell’Uomo su questi rilievi è antichissima; la Breccia ossifera del Monte Peglia costituisce uno tra i più importanti giacimenti fossili quaternari della nostra regione, testimone di una delle prime presenze dell’uomo in Italia, il cosiddetto “uomo del Peglia”. 

L’azione dell’uomo ha modellato l’ambiente e le tracce del passato si susseguono nel tempo e nello spazio e, con alterne vicende, continuano anche nel presente determinando l’assetto del territorio. Il paesaggio di oggi è il risultato di questa interazione di cui si possono trovare testimonianze di epoche storiche passate, come quelle rinvenibili in uno dei siti proposti per l’installazione di 8 aereogenatori da 2,3 MW, alti 150 m. ,  il “Poggio della Cavallaccia” .
I comuni di Parrano e San Venanzo, con le loro testimonianze storiche ed archeologiche, sono parte integrante del Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano .

I botanici hanno parlato di specie rare e localizzate, caratteristiche di habitat prioritari protetti dalle direttive Comunitarie, per i quali è stata richiesto il riconoscimento di Sito di Interesse Comunitario (SIC), come si legge sullo studio realizzato dalla Comunità Montana con i Fondi Por Fesr 2007-2013.

Orchis purpurea

 

Solo per parlare di orchidee spontanee, 30 specie sono quelle segnalate nel territorio del Monte Peglia (Progetto POR B1 – Monte Piatto – Rapporto preliminare):

Anacamptis pyramidalis (L.) l.c. Rich.
Cephalanthera damasonium (Miller) Druce
Cephalanthera longifolia (Hudson) Fritsch
Cephalanthera rubra (L.) L.C. Rich.
Epipactis helleborine (L.) Crantz
Epipactis microphylla (Ehrh.) Swartz
Himanthoglossum adriaticum H. Baumann
Limodorum abortivum (L.)
Neottia nidus-avis (L.) L.C. Rich.
Ophrys apifera Hudson
Ophrys bertolonii Mor.
Ophrys fuciflora (Crantz) Moench
Ophrys fusca Link
Ophrys insectifera L.
Ophrys sphegodes Miller
Orchis antropophora (L.) All. x Orchis simia Lam.
Orchis antropophora (L.) All.
Orchis italica Poiret
Orchis maculata L.
Orchis morio L.
Orchis papilionacea L.
Orchis pauciflora Ten.
Orchis provincialis Balb.
Orchis purpurea Hudson
Orchis simia Lam.
Orchis tridentata Scop.
Orchis ustulata L.
Platanthera bifolia (L.) Rchb.
Serapias lingua L. (Fig. 4)
Serapias vomeracea (Burm.) Briq

I mesi primaverili sono i migliori per incontrare queste specie e per il loro riconoscimento sono disponibili diverse risorse in  rete, come la Piccola guida alle orchidee italiane, o per la vicinanza alla dorsale del Peglia, quella delle  Orchidee dei Monti Amerini . Un sito interattivo è quello del  Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee .

Gli zoologi hanno parlato delle specie più vulnerabili agli impianti eolici, come ben documentato in bibliografia, Chirotteri  ed Uccelli.
Sul monte Peglia lo studio di campo realizzato nel 2011 ha accertato la presenza di 6 specie di chirotteri, legati ad ambienti forestali, cavità naturali od edifici abbandonati, di cui alcune molto localizzate in territorio Regionale. Questo l’elenco delle specie e per conoscerle meglio si può consultare il recente Atlante dei Chirotteri dell’Umbria .

Nome italiano                     Nome scientifico                    CEE (All. II)   CEE (All. IV)    LR

Rinolofo minore           Rhinolophus hipposideros               X                       X                   EN

Vespertilio smarginato   Myotis emarginatus                        X                       X                  VU

Pipistrello albolimbato   Pipistrellus kuhlii                            X                                            LC

Pipistrello nano               Pipistrellus pipistrellus                   X                                            LC

Nottola di Leisler                Nyctalus leisleri                             X                                            VU

Pipistrello di Savi          Hypsugo savii                                      X                                             LC

Biancone

Gli ornitologi hanno accertato la presenza 10 specie di Rapaci diurni, un ricchezza veramente elevata che testimonia l’importanza faunistica di quest’area e quella delle praterie montane come siti di alimentazione per molte specie di uccelli.
I boschi presenti nello Stina e sui rilievi dell’adiacente Parco Fluviale del Tevere rappresentano le aree di nidificazione di specie molto localizzate a livello regionale, come il Biancone, il Falco pecchiaiolo, il Nibbio bruno.
La distribuzione di queste specie a livello regionale si può conoscere utilizzando il portale Fauna dell’Umbria.

La presenza di un corridoio migratorio è testimoniato dall’osservazioni di specie come il Falco Pescatore, la Cicogna nera, il Falco di Palude, il raro e localizzato Piviere tortolino, il rondone maggiore.

Ma i Rapaci non sono gli unici uccelli a essere direttamente minacciati dalle possibili collisioni e dalla sottrazione di habitat che comporterebbe la realizzazione degli impianti eolici. Ci sono anche molte specie di Passeriformi, tipici delle praterie montane, le cui popolazioni sono in declino in tutta Italia.

Lo Stina è una delle aree naturali protette dell’Umbria, meta turistica con tanto di mappa interattiva per promuovere i beni ambientali del territorio, un sito o più siti per la promozione turistica  o la sentieristica .

Il progetto per la costruzione di 18 torri eoliche, in un’ area non idonea agli impianti eolici (Del. Giunta Prov. n 195 del 14/10/2011),  presentato alla conferenza dei servizi per l’autorizzazione unica, ritenuto non procedibile per la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, e nonostante altri diversi pareri negativi,  è ora all’esame della Regione.

Siamo in attesa di sapere come andrà a finire, se quanto finora espresso e dimostrato, a livello locale e nazionale, sia stato sufficiente a dire un no, chiaro e definitivo, a questo insensato progetto.

ECOMANUALE STINANel frattempo possiamo consultare il manuale per la pratica sostenibile delle attività sportive nei Parchi Naturali dell’Umbria per non rovinare l’ambiente quando lo utilizziamo a fini ricreativi.

Se a voi tutto ciò vi sembra normale …..

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Informazioni su Centro Studi Ornitologici "Antonio Valli da Todi"

Associazione iscritta al Registro Regionale delle associazioni di promozione sociale
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