Osservare aiuta a comprendere. Come cambia la biodiversità nel tempo.

Spesso si sente parlare della perdita della biodiversità, del degrado dell’ambiente e del conseguente peggioramento della salute degli esseri viventi, uomini compresi.

Non è facile immaginare in realtà quello che ci siamo persi nel corso del tempo, ma tutti noi siamo testimoni dei cambiamenti che sono avvenuti nell’ambiente circostante durante la nostra breve vita. Quando sono nato la mia casa era in campagna, venti anni dopo era inglobata in un quartiere in espansione. I cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti, non sono sfuggiti  a chi mantiene la memoria di ciò che lo circonda, anche solo per dire ” mi ricordo che ai miei tempi ..”

Per chi non c’era e per chi vuole vedere i cambiamenti avvenuti nel nostro territorio, consiglio di visitare il sito della Regione Umbria  che permette il confronto tra fotografie aeree scattate dal 1954/55 e quelle di anni più recenti, fino al 2014.

Ecco un esempio delle immagini che si possono trovare, e che ci possono aiutare a riflettere, a comprendere ed immaginare.

Foto area 1954_55

Siamo nel territorio di Monte Castello di Vibio, la foto sopra è degli anni 50 mentre quella sotto è stata scattata nel 2014.
Il corso del Fiume Tevere delinea un’area di pianura ai piedi del paese, interrotta da due strutture lineari: il ponte della strada regionale 397 , in basso a sinistra, e la linea della ferrovia centrale umbra, quasi al centro dell’immagine.
Per vedere cosa e come è cambiato il paesaggio agricolo in questi 54 anni, basta guardare attentamente le due foto.
Vi consiglio di farlo direttamente sul sito per poter ingrandire sui particolari.

Foto aerea 2014

Una cosa che si nota è l’espansione urbana, sicuramente meno intensa che in altre parti, ma anche qui il territorio  è stato progressivamente frammentato dalle costruzioni e dalle infrastrutture.
L’intero abitato di Madonna del Piano è sorto in questi anni, con l’annessa area industriale, mai finita e oggi quasi in abbandono. Un piccolo esempio del consumo di suolo che affligge tutto il Paese.
Ma per me la cosa più impressionante è la scomparsa degli alberi che bordavano i campi, alberi che separavano gli appezzamenti, bordavano i canali, fornivano materie prime rinnovabili e offrivano ombra nelle calde giornate estive.
Forse erano migliaia gli alberi in questo piccolo fazzoletto di pianura che provvedevano alla protezione del suolo, alla regolazione del microclima locale, offrivano cibo e protezione a molti organismi, dagli insetti agli uccelli, passando per mammiferi, anfibi e rettili.
Tutto l’ambiente è stato modificato tra queste anse del fiume, anche se in apparenza è rimasta un’area agricola.

In questa campagna sempre più silenziosa, un allevamento di bovini ospita decine di nidi rondine che tra breve torneranno ad allietare le giornate con il loro canto.
Altre rondini sono presenti all’interno di porcilaie ormai in disuso o in magazzini nelle vicinanze della colonia principale.

La stessa cosa avviene intorno agli altri due allevamenti presenti a Monte Castello di Vibio, e le rondini trovano anche chi è ben disposto ad ospitarle nel magazzino.
Con il patrocinio del Comune nel 2016 è stata realizzata una prima indagine sulle Rondini e sui Balestrucci  che nidificano nel territorio comunale.

Le moderne stalle non sono idonee ad ospitare i nidi delle rondini, l’uso di pesticidi e le modifiche ambientali degli ultimi 60 anni hanno drasticamente ridotto le popolazioni degli uccelli legati agli ambienti agricoli in molte aree italiane ed europee.
Anche qui il futuro delle rondini è legato al futuro di questi allevamenti e all’atteggiamento dei singolo cittadini nei loro confronti, che diventa determinante nel caso dei Balestrucci che costruiscono il nido all’esterno. Per fortuna c’è chi sa apprezzare la loro presenza ed il loro contributo alla qualità della vita.

Iscriviti al gruppo “Una rondine non fa primavera”  per partecipare con noi al censimento.

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Informazioni su Centro Studi Ornitologici "Antonio Valli da Todi"

Associazione iscritta al Registro Regionale delle associazioni di promozione sociale
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