EuroBirdWacth15

EBW_2015_colourLa manifestazione dedicata all’osservazione dell’avifauna, promossa da BirdLife,  si svolgerà Sabato 3 e Domenica 4 ottobre,  in contemporanea in numerose località italiane ed europee.

Il Birdwatching è un’attività praticata da migliaia di persone – l’edizione del 2014 ha coinvolto più di 23.000 persone in 33 Paesi europei – ed è una delle più vivaci attività della “citizen scienze”. Osservare gli uccelli nel loro ambiente, seguire i loro comportamenti non è solo fonte di meraviglia, ma è anche un’attività utile alla raccolta di informazioni sulla presenza e sull’abbondanza delle varie specie. Grazie alla collaborazione di molti osservatori si possono realizzare censimenti su vaste aree geografiche ed ottenere precise ed indispensabili informazioni per la gestione della fauna.

Quest’anno abbiamo deciso di organizzare l’evento sul Monte Peglia, al Parco dei Sette Frati, con il patrocinio del Comune di San Venanzo

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Il Parco dei Sette Frati è un’area attrezzata all’interno dello STINA, il Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale.

Come si vede nel cartello all’ingresso, il Parco dispone di aree attrezzate per il pic-nic ed una fitta rete di sentieri segnalati portano ad alcuni punti panoramici da cui si possono osservare le montagne dell’Appennino, i rilievi laziali e toscani e i più vicini laghi di Corbara ed Alviano.

Partecipare all’iniziativa è semplice, basta raggiungere l’ingresso al Parco e proseguire sulla strada non asfaltata fino al Centro di Documentazione Flora e Fauna del Monte Peglia, luogo scelto per l’osservazione della migrazione autunnale.

Potete raggiungere gli ornitologi in qualsiasi momento della giornata ed unirvi a loro nell’osservazione dell’avifauna, che in questi luoghi è particolarmente ricca – come hanno evidenziato gli studi che hanno portato alla realizzazione dell’Itinerario Naturalistico Ornitologico di Monte Piatto.

Presso il Centro sarà allestita una mostra fotografica e potrete scegliere di approfondire un particolare argomento con documentari e video, oppure potete prendere il materiale divulgativo e le pubblicazioni fornite dall’Osservatorio Faunistico Regionale.

Registrati e segui l’evento sulla pagina FB dell’associazione

Come raggiungere il Parco dei Sette Frati

Per approfondire:

 – Studi per la realizzazione dell’Itinerario naturalistico ornitologico di Monte Piatto

  • Domunetario sulla migrazione

http://www.raiscuola.rai.it/embed/volere-volare/30160/default.aspx

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Avifauna Umbra; nuove osservazioni

Il monitoraggio  delle specie nidificanti è previsto dalla Direttiva Uccelli e viene realizzato in tutte le Regioni italiane ed in 28 Paesi Europei. In Italia i dati sono raccolti con il progetto denominato MITO, e l’andamento delle specie comuni viene aggiornato e pubblicato ogni anno sul portale della Rete Rurale Nazionale.

La Regione Umbria si avvale della collaborazione di ornitologi selezionati attraverso un bando pubblico ed elabora autonomamente gli indici di popolazione relativi agli ambienti agricoli e boschivi, utilizzati  per la valutazione dei piani di sviluppo rurale.

Altre indagini ornitologiche sono in corso per aggiornare l’Atlante Ornitologico dell’Umbria, la cui pubblicazione risale al 1997.

Cincia dal ciuffo

Cincia dal ciuffo

Grazie alle osservazioni fatte a livello Regionale si possono confermare alcune tendenze emerse a livello Nazionale, come l’espansione dell’areale di nidificazione in Italia centrale della Cincia dal ciuffo, osservata in periodo riproduttivo in 5 località umbre.

Airone guardabuoi

Airone guardabuoi

Altra buona notizia è la segnalazione di una nuova garzaia, che ospita i nidi della Garzetta, della Nitticora e dell’Airone guardabuoi, la cui presenza nell’area era stata osservata negli anni precedenti ma ancora non era stato trovato il sito di nidificazione.

L’indagine per l’atlante durerà ancora un anno e non sono da escludere altre novità per l’avifauna umbra.

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Incontro al Museo di Storia Naturale di Casalina

Gli esperti intervenuti all’incontro organizzato al Museo di Storia Naturale sono una fonte di informazioni, sono persone che per lavoro o passione, e in certi casi coincide, hanno approfondito lo studio dell’area naturale protetta denominata STINA.
Con noi ci sono alcuni degli autori dello studio promosso dalla Comunità Montana ONAT per la realizzazione di un Itinerario Naturalistico Ornitologico, finanziato con i fondi Por Fesr 2007 -2013.

Pannello introduttivoGli archeologi presenti hanno raccontato  questo territorio, le particolarità archeologiche e storiche presenti od emerse nel corso degli anni, sulle quali è possibile trovare qualche informazioni in rete.  Grazie al lavoro degli archeologi si può affermare che la presenza dell’Uomo su questi rilievi è antichissima; la Breccia ossifera del Monte Peglia costituisce uno tra i più importanti giacimenti fossili quaternari della nostra regione, testimone di una delle prime presenze dell’uomo in Italia, il cosiddetto “uomo del Peglia”. 

L’azione dell’uomo ha modellato l’ambiente e le tracce del passato si susseguono nel tempo e nello spazio e, con alterne vicende, continuano anche nel presente determinando l’assetto del territorio. Il paesaggio di oggi è il risultato di questa interazione di cui si possono trovare testimonianze di epoche storiche passate, come quelle rinvenibili in uno dei siti proposti per l’installazione di 8 aereogenatori da 2,3 MW, alti 150 m. ,  il “Poggio della Cavallaccia” .
I comuni di Parrano e San Venanzo, con le loro testimonianze storiche ed archeologiche, sono parte integrante del Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano .

I botanici hanno parlato di specie rare e localizzate, caratteristiche di habitat prioritari protetti dalle direttive Comunitarie, per i quali è stata richiesto il riconoscimento di Sito di Interesse Comunitario (SIC), come si legge sullo studio realizzato dalla Comunità Montana con i Fondi Por Fesr 2007-2013.

Orchis purpurea

 

Solo per parlare di orchidee spontanee, 30 specie sono quelle segnalate nel territorio del Monte Peglia (Progetto POR B1 – Monte Piatto – Rapporto preliminare):

Anacamptis pyramidalis (L.) l.c. Rich.
Cephalanthera damasonium (Miller) Druce
Cephalanthera longifolia (Hudson) Fritsch
Cephalanthera rubra (L.) L.C. Rich.
Epipactis helleborine (L.) Crantz
Epipactis microphylla (Ehrh.) Swartz
Himanthoglossum adriaticum H. Baumann
Limodorum abortivum (L.)
Neottia nidus-avis (L.) L.C. Rich.
Ophrys apifera Hudson
Ophrys bertolonii Mor.
Ophrys fuciflora (Crantz) Moench
Ophrys fusca Link
Ophrys insectifera L.
Ophrys sphegodes Miller
Orchis antropophora (L.) All. x Orchis simia Lam.
Orchis antropophora (L.) All.
Orchis italica Poiret
Orchis maculata L.
Orchis morio L.
Orchis papilionacea L.
Orchis pauciflora Ten.
Orchis provincialis Balb.
Orchis purpurea Hudson
Orchis simia Lam.
Orchis tridentata Scop.
Orchis ustulata L.
Platanthera bifolia (L.) Rchb.
Serapias lingua L. (Fig. 4)
Serapias vomeracea (Burm.) Briq

I mesi primaverili sono i migliori per incontrare queste specie e per il loro riconoscimento sono disponibili diverse risorse in  rete, come la Piccola guida alle orchidee italiane, o per la vicinanza alla dorsale del Peglia, quella delle  Orchidee dei Monti Amerini . Un sito interattivo è quello del  Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee .

Gli zoologi hanno parlato delle specie più vulnerabili agli impianti eolici, come ben documentato in bibliografia, Chirotteri  ed Uccelli.
Sul monte Peglia lo studio di campo realizzato nel 2011 ha accertato la presenza di 6 specie di chirotteri, legati ad ambienti forestali, cavità naturali od edifici abbandonati, di cui alcune molto localizzate in territorio Regionale. Questo l’elenco delle specie e per conoscerle meglio si può consultare il recente Atlante dei Chirotteri dell’Umbria .

Nome italiano                     Nome scientifico                    CEE (All. II)   CEE (All. IV)    LR

Rinolofo minore           Rhinolophus hipposideros               X                       X                   EN

Vespertilio smarginato   Myotis emarginatus                        X                       X                  VU

Pipistrello albolimbato   Pipistrellus kuhlii                            X                                            LC

Pipistrello nano               Pipistrellus pipistrellus                   X                                            LC

Nottola di Leisler                Nyctalus leisleri                             X                                            VU

Pipistrello di Savi          Hypsugo savii                                      X                                             LC

Biancone

Gli ornitologi hanno accertato la presenza 10 specie di Rapaci diurni, un ricchezza veramente elevata che testimonia l’importanza faunistica di quest’area e quella delle praterie montane come siti di alimentazione per molte specie di uccelli.
I boschi presenti nello Stina e sui rilievi dell’adiacente Parco Fluviale del Tevere rappresentano le aree di nidificazione di specie molto localizzate a livello regionale, come il Biancone, il Falco pecchiaiolo, il Nibbio bruno.
La distribuzione di queste specie a livello regionale si può conoscere utilizzando il portale Fauna dell’Umbria.

La presenza di un corridoio migratorio è testimoniato dall’osservazioni di specie come il Falco Pescatore, la Cicogna nera, il Falco di Palude, il raro e localizzato Piviere tortolino, il rondone maggiore.

Ma i Rapaci non sono gli unici uccelli a essere direttamente minacciati dalle possibili collisioni e dalla sottrazione di habitat che comporterebbe la realizzazione degli impianti eolici. Ci sono anche molte specie di Passeriformi, tipici delle praterie montane, le cui popolazioni sono in declino in tutta Italia.

Lo Stina è una delle aree naturali protette dell’Umbria, meta turistica con tanto di mappa interattiva per promuovere i beni ambientali del territorio, un sito o più siti per la promozione turistica  o la sentieristica .

Il progetto per la costruzione di 18 torri eoliche, in un’ area non idonea agli impianti eolici (Del. Giunta Prov. n 195 del 14/10/2011),  presentato alla conferenza dei servizi per l’autorizzazione unica, ritenuto non procedibile per la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, e nonostante altri diversi pareri negativi,  è ora all’esame della Regione.

Siamo in attesa di sapere come andrà a finire, se quanto finora espresso e dimostrato, a livello locale e nazionale, sia stato sufficiente a dire un no, chiaro e definitivo, a questo insensato progetto.

ECOMANUALE STINANel frattempo possiamo consultare il manuale per la pratica sostenibile delle attività sportive nei Parchi Naturali dell’Umbria per non rovinare l’ambiente quando lo utilizziamo a fini ricreativi.

Se a voi tutto ciò vi sembra normale …..

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Osservazioni al progetto di costruzione degli impianti eolici nello STINA

Nel dibattito scaturito dal confronto con gli esperti regionali, dal pubblico è nata una domanda: ” cosa si può fare in concreto per non assistere alla distruzione del nostro patrimonio ambientale ?”

La legge consente a tutti i cittadini di presentare osservazioni in merito ai progetti, nei tempi e nei modi  indicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria all’avviso pubblicato il 31 /3/2015.

Le osservazioni vanno indirizzate preferibilmente a mezzo posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo regione.giunta@postacert.umbria.it ovvero a mezzo raccomandata A.R. indirizzata alla Giunta regionale – Direzione regionale Risorsa Umbria – Federalismo, risorse finanziarie e strumentali – Servizio Valutazioni ambientali, sviluppo e sostenibilità ambientale, piazza Partigiani n. 1, 06121 Perugia. Farà fede la data di arrivo della PEC o della raccomandata A.R. all’Ufficio del protocollo regionale.

Se le inviate con raccomandata assicuratevi che arrivi entro il 28 maggio.

Se siete interessati a presentare delle osservazioni  potete utilizzare quelle che abbiamo preparato. Basta stamparle, firmarle ed inviarle in uno dei modi indicati in precedenza.

Altre osservazioni si possono scaricare dal sito del Comitato Tutela Monte Peglia

 

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Iniziative a tutela del Sistema di Interesse Naturalistico Ambientale

Locandina Museo

https://www.facebook.com/events/456480814518155/ 

 Costruireste un Parco giochi sui terreni industriali inquinati ? Credo che ci opporremo ad una simile ipotesi, senza neanche stare a discutere. Non si capisce allora, perché ancora si discute sull’ipotesi  di costruire  un “parco eolico” in un territorio di “rilevante interesse Naturalistico e Ambientale” sul quale si basa il benessere di molti cittadini e l’economia di diverse aziende locali.

Anche in questo caso il benessere  è strettamente legato alla qualità dell’ambiente e un economia che si definisce “verde” non può non tener conto dell’importanza ambientale del sito scelto per la realizzazione di un mega impianto eolico.

 Il Parco dei Settefrati, l’itinerario naturalistico ornitologico, il grande anello dell’Orvietano, la rete dei sentieri percorsi dagli escursionisti, le aree Natura 2000,  non portano benessere sociale ed economico nel rispetto dell’ambiente? Il “polmone verde ” dell’Umbria ha veramente bisogno di 18 pali in di acciaio alti 150 metri per respirarare ?

La delibera della Giunta Provinciale ( n. 195 del 14/10/2011) che indicava lo STINA come area non idonea all’eolico non è stata sufficiente a far modificare opinione a chi poteva e doveva modificare il regolamento regionale 7/2011.

Nonostante i pareri negativi della Conferenza dei Servizi, il progetto è all’esame della Regione per la procedura di VIA e Vinca e diverse associazioni nazionali hanno promosso un incontro a Montecitorio per denunciare lo spreco di territorio e la distruzione del paesaggio.

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Il 18 maggio presso il Museo di Storia Naturale a Casalina, preceduto dalla proiezione del documentario Green Lies, l’incontro con esperti regionali in varie discipline scientifiche permetterà ai partecipanti di conoscere meglio lo STINA  e le risorse che lo caratterizzano.

 

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Itinerario naturalistico ornitologico di Monte Piatto

Domenica 12 Aprile in una bella giornata di sole abbiamo percorso insieme l’Itinerario Naturalistico Ornitologico di Monte Piatto.

La primavera è già nell’aria,  nel bosco gli uccelli sono in canto e noi siamo pronti a partire.

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Superato il primo dislivello, ormai vicini alla cima di monte Piatto osserviamo la traccia lasciata da un lupo ed accediamo nella radura dove è posizionato l’anemometro.SONY DSC

Utilizzando il nastro segnaletico, delimitiamo la superficie necessaria al basamento di una torre eolica del tipo di quelle descritte dal progetto presentato alla Valutazione di Impatto Ambientale (Bur n. 13 del 31/03/2015) Un quadrato di 15×15 mt. di cemento armato, 225 mq di superficie per sostenere pali alti più dell’antenna più alta che si vede sullo sfondo. Sul progetto denominato “La montagna” questo è il posto scelto per la torre 1.

piazzola

Sui prati sono fiorite le prime orchidee e in volo cantano le allodole mentre attraversiamo Monte Piatto in direzione di Monte Palombaro per godere del panorama sui laghi di Corbara ed Alviano. Una sosta molto apprezzata, siamo quasi a metà del giro.

Monte Palombaro

Scesi dal punto panoramico precedente, lasciamo il Grande Anello dell’Orvietano e proseguiamo lungo il  Naturalistico Ornitologico  seguendo la strada forestale che attraversa il bosco.

Sentieristica

Girato il monte raggiungiamo il podere Acquasanta ed il panorama si apre sulla media valle del Tevere, con Monte Castello di Vibio a guardia del fiume.

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Sono passate poco più di tre ore e ci troviamo di fronte un’altro spettacolo. Un tavolo imbandito di formaggi e salumi, pane fatto in caso e buon vino, rosso e bianco. Tutto genuino, prodotto dalle aziende locali che condividono gli obbiettivi del Comitato Tutela Monte Peglia. Intorno a noi il parco dei Sette Frati pieno di famiglie con ragazzi di tutte le età che utilizzano l’area attrezzata con tavoli e bracieri.

tavola imbandita

Molte aziende locali, agriturismi, associazioni e 13 amministrazione Comunali hanno già espresso la loro contrarietà, no alle 18 torri eoliche sul Monte Peglia per continuare a lavorare utilizzando la bellezza che questo ambiente offre.

L’itinerario percorso e la posizione dove è prevista la costruzione di una delle 18 torri eoliche

Quella di oggi è solo una delle passeggiate possibili in questa zona di notevole interesse naturalistico  e certamente una delle passeggiate più panoramiche dell’Umbria meridionale. E’ un’area da tutelare, un luogo dove produzione e turismo sostenibile sono di casa, è un posto talmente bello che alcuni di noi hanno scelto di viverci, nonostante le difficoltà che si incontrano in queste aree montane definite “marginali”.

https://onedrive.live.com/?cid=CE1DD702D72A49A1&id=ce1dd702d72a49a1%211417

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Iniziative per la tutela del Monte Peglia


Itinerario naturalistico ornitologico

Sarà un occasione per conoscere i luoghi che vorrebbero trasformare con la costruzione dell’impianto eolico e godere degli spettacolari panorami offerti da questa importante area naturalistica, sentire i profumi della primavera, osservare qualche rapace, appena arrivato dall’Africa per nidificare o ancora in migrazione verso i quartieri più settentrionali, assaggiare i sapori racchiusi nei prodotti del luogo.

Domenica 12 aprile visiteremo  l’ Itinerario Naturalistico Ornitologico di MontePiatto, appuntamento alle 9.00 dal Parco dei Settefrati, nel Comune di San Venanzo.  

Ingresso al Parco dei Sette Frati

Ingresso al Parco dei Sette Frati

Potete utilizzare il link qui sotto per vedere con Google Earth l’inserimento delle pale ( in giallo) nel tessuto ambientale. Selezionando i Comuni (in rosso) presso i quali è stata depositata la documentazione del progetto pubblicato sul Bur n.13 del 31/03/2015, vi potete rendere conto dell’impatto paesaggistico dell’opera.

Eolico Monte Peglia

Per maggiori informazioni sul progetto partecipate agli incontri pubblici organizzati a Todi e San Venanzo.

Potete contattarci anche utilizzando il seguente modulo di contatto

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Eolico sul Peglia al V.I.A

E’ stata pubblicata sul BUR n 13 del 31 marzo 2015 l’istanza di avvio della procedura di Valutazione di Impatto ambientale e di Valutazione di incidenza dei progetti di impianto eolico sul monte Peglia.  Se risiedete in uno dei comuni presso i quali è stata presentata la documentazione (vi consigliamo di leggere attentamente gli avvisi direttamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria perché questo è solo una parte dell’avviso),  potete consultare direttamente il progetto presentato per fare osservazioni alla Regione.

 

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Vi invitiamo a partecipare agli incontri organizzati per la divulgazione del progetto e a prendere contatto con il Comitato Tutela Monte Peglia .

Gli incontri sono promossi  sulle pagine Facebook

San Venanzo, 10 aprile 

Todi, 11 aprile

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Eolico sul Monte Peglia: incontri pubblici

La politica energetica passa anche per l’individuazione di luoghi energivori, come le città, su cui realizzare progetti infrastrutturali o di quartiere, ma anche per la valorizzazione, proprio attraverso nuove modalità di produzione o utilizzo di energia, di aree a spiccata vocazione naturalistica e/o ambientale. ……………..  … Le azioni di intercettazione delle direttrici di politica energetica con quelle del più generale cambiamento “intelligente” possono costituire la strada per un modello umbro di “green” e di “smart” economy, amplificando e innovando la connotazione e la vocazione di “Umbria verde”. In tal senso, nel pacchetto delle numerose azioni che potrebbero e dovrebbero essere intraprese, sarà necessario scegliere quelle a maggior grado di fattibilità, ma anche di visibilità e ritorno. Tutto ciò configura la necessità di un coinvolgimento consapevole di tutti i cittadini.” 

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Propio per coinvolgere i cittadini, fornendo informazioni utili e necessarie ad una scelta consapevole,  stiamo organizzando incontri pubblici con la proiezione  del documentario Green Lies e la presentazione del progetto che riguarda la costruzione di 18 torri eoliche sul monte Peglia.

La collocazione di un grosso impianto industriale nel Sistema di Interesse Naturalistico Ambientale, nei comuni di San Venanzo e Parrano sembra essere in contrasto con quanto si legge nella recente pubblicazione della Regione, “Strategia Energetico Ambientale Regionale 2014-2020”, che  in un paragrafo successivo recita:

Gli obiettivi di sostenibilità ambientale della Strategia energetico ambientale regionale sono: ………

Tutela, valorizzazione e uso sostenibile delle risorse ambientali

  • 􏰁  Mantenimento e recupero dell’equilibrio idraulico e idrogeologico
  • 􏰁  Salvaguardia della qualità di corpi idrici
  • Contenimento del consumo di suolo
  • 􏰁 Riduzione della frammentazione degli habitat
  •  Tutela del paesaggio e del patrimonio culturale 

Partecipa ad uno dei prossimi incontri in programma, ti racconteremo questa storia dall’inizio e a che punto siamo arrivati :

San Venanzo, 10 Marzo h.17.30 

Todi, 11 Marzo h. 10.00

San Venanzo, Parco dei Sette Frati 12 Aprile.9.00. Passeggiata per conoscere il territorio ed il sentiero naturalistico ornitologico. Alla fine della passeggiata degustazione con offerta libera a cura dei produttori locali.

Il testo in corsivo è tratto dalla “Strategia Energetico Ambientale Regionale 2014-2020”
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Sviluppo sostenibile, territorio ed energia

Gli obiettivi di sostenibilità ambientale della Strategia energetico ambientale regionale sono:
Tutela, valorizzazione e uso sostenibile delle risorse ambientali
 Mantenimento e recupero dell’equilibrio idraulico e idrogeologico
 Salvaguardia della qualità di corpi idrici
Contenimento del consumo di suolo
Riduzione della frammentazione degli habitat
Tutela del paesaggio e del patrimonio culturale

.. “nel posizionamento sul territorio di nuovi impianti di qualunque genere (eolico, biomasse, ecc.) occorre minimizzare il consumo di suoli di pregio, la frammentazione degli habitat, le interferenze con il paesaggio ed il patrimonio culturale”

Non sembra che il progetto dell’eolico sul Peglia sia in linea con questi obbiettivi

Oltre al documento della Regione è interessante guardare e ascoltare anche questo estratto dal TGR Umbria

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